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VIVENZIO FA ALL IN A MALTA: COSI’ MARIAPIA HA SCONFITTO IL “SISTEMA”…E L’OMERTOSA COMPIACENZA

C’è una storia che merita di essere raccontata, affinchè il trascorrere lento ed inesorabile del tempo non destini all’oblio la vicenda di una ragazzina che il “sistema” del tennis campano ha provato invano a mortificare. Mariapia Vivenzio, classe 2005 tesserata per il TC Pozzuoli, ma allieva per lungo tempo dell’indimenticato maestro Alberto Sbrescia, ha avuto dalla sua parte il talento necessario per ricacciare gli imbrogli e le menzogne di chi questo sport lo intende nella nostra regione come pratica esclusiva per far soldi, in barba ai valori che invece andrebbero ispirati ai più giovani. E’ lei la ragazzina che nello scorso mese di ottobre apprese da internet di aver perso una partita in realtà mai giocata. Perchè? Semplicemente perchè i punti in palio servono ad elevare le classifiche nazionali e le classifiche nazionali, più alte sono, più assicurano punteggi al club poi utilissimi a fine anno nella spartizione dei proventi messi a disposizione dal CONI nelle graduatorie conclusive. La denuncia alla Procura Federale da parte del papà ha avuto esito prevedibile: il “sistema” che in Campania gestisce per mano di un’associazione privata classe arbitrale, classe maestri, capitani delle rappresentative regionali, corsi di formazione, risultati stessi di partite e tornei (si giochino o no…), di fatto trasformando il pubblico in interesse privato, si è attrezzato immediatamente per neutralizzare la minaccia. Sei false testimonianze in fila dinanzi agli uomini della Procura che, per quanto fossero animati dalla volontà di neutralizzare il dolo con sentenza esemplare, hanno dovuto alla fine procedere con richiesta di archiviazione. Un fatto vergognoso soprattutto perchè di dominio pubblico: nessuno tra gli addetti ai lavori, tra i rappresentanti delle istituzioni tennistiche regionali ha ritenuto opportuno squarciare la tela omertosa, sebbene la vittima fosse una ragazzina di appena 14 anni. La famiglia Vivenzio ha seguito così altre strade: quella tennistica, mortificante davvero per il movimento regionale, ha previsto il motto del “mai più tornei in Campania”. Così Mariapia, che oggi si allena al Pozzuoli sotto la guida dell’irreprensibile (uno dei pochi rimasti) maestro Carlo Rombolà, e che è in netta ascesa nel ranking europeo di categoria (attualmente numero 54), ha conquistato Malta, sbaragliando il campo nelle due settimane in cui il circuito Tennis Europe ha fatto tappa sull’isola, nella città di Paola.

Quattro titoli, i due singolari e i due doppi, vinti senza intoppi: in singolare contro la cipriota Maria Ioannou, testa di serie numero uno, al termine di autentiche battaglie, in doppio proprio in coppia con la brava Ioannou. Una soddisfazione immensa, da contrapporre al dolo di quei tronfi personaggi che hanno reso negli ultimi anni il tennis campano un posto di frontiera, simile alle più torbide cittadine del far west: per intenderci quelle dei film nelle quali gli sceriffi coprono il dolo, assoldati da chi il dolo lo orchestra. Ora la successiva considerazione è d’obbligo: la Vivenzio ha scardinato il sistema con le giocate del suo talento. Quanti ragazzini, maltrattati e umiliati dal “sistema” e non dotati delle stesse qualità, decidono di smettere perchè sfiduciati dal gioco mortificante di chi conta i soldini come fossero palline del cesto? E ancora: dove sono finiti quei genitori, quei maestri, quei giudici arbitri che denunciano in segreto le vergognose dinamiche per poi sparire di colpo o addirittura testimoniare il falso al momento opportuno? La vita va avanti così come accade in una partita di tennis, ed è fatta di scelte. Complici o fieri oppositori del mal “sistema”? Beh, la risposta la dettano educazione e personalità, doti ormai rarissime dalle nostre parti. Mariapia Vivenzio, 14enne da qualche mese, ha preso a pallate quanti, con le menzogne e gli imbrogli, in un campo da tennis non potrebbero neppure metter piede. 

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