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VIDEO: STARACE 2.0, IL TALENTO PURISSIMO CHE NON E’ IN VENDITA

Non può essere di certo considerata una sorpresa, neppure se il campo di gioco mancava per il test agonistico da quasi due anni. Quando il protagonista dei resoconti sportivi risponde al nome di Potito Starace tutto è davvero possibile. Di Poto, talentuosissimo ragazzo di Cervinara, classe 1981, abbiamo avuto il privilegio di scrivere negli anni delle imprese nel circuito professionistico della racchetta. Prima ancora ne avevamo condiviso le giornate e i sogni, ai tempi degli intensissimi allenamenti a Fuorigrotta, scanditi dalle nozioni preziosissime del decano dei maestri Alberto Sbrescia. Che straordinaria nidiata di giocatori era quella. Marco Di Vuolo, Alessandro Accardo, Valerio Carrese, Francesco Ferrillo: tutti insieme, dal mattino al pomeriggio inoltrato, sulla terra battuta del Rama club con l’obbiettivo arrivare a vivere di tennis. In una settimana di fine primavera il 15enne Starace, già pluricampione italiano under in singolo e in doppio, si misurava al TC Caserta di via Laviano con il circuito regionale di serie C. Rischiai perfino di affrontarlo in semifinale, se solo non mi fossi fatto rimontare nel match dei quarti. Poto asfaltò uno dopo l’altro i dirimpettai, fino ad arrivare ad affrontare per il titolo l’ex B1 “Ciaccio” Ruocco. Si trattò di una partita a senso unico e il buon Ciaccio, tennista fortissimo e mai domo, fu costretto ad accontentarsi del magrissimo bottino di un solo game. Impressionava la frequenza dei colpi e il peso insostenibile della palla del ragazzino che nel calcio tifava per Napoli e Benevento. Sulle tribunette di via Laviano il maestro Sbrescia mi sussurrò ad un cambio campo: “Tra pochi anni Potito sarà tra i primi 30 al mondo”. Non ho mai messo in dubbio le parole di Alberto ma vi confesso che quel giorno pensai che il maestro avesse esagerato. Il resto è storia, la più bella e importante per il movimento campano che mai in precedenza aveva visto proprio tennisti spingersi tanto avanti tra i più grandi al mondo.

Ecco perchè non può essere una sorpresa che Potito, sopravvissuto con carattere e determinazione alle infamanti e mai provate accuse di combine nel circuito ATP, abbia ripreso a sudare, correre e soprattutto vincere nella serie A che gioca difendendo i colori del Due Ponti Sporting Club di Roma. E la maniera che ha scelto per l’esordio è stata come sempre strabiliante. A cadere sotto le sue giocate, dopo oltre tre ore di match, è stato un certo Thomas Fabbiano, tennista pugliese che in questo 2016 ha centrato la sua miglior classifica ATP, salendo fino al numero 98. 7/6 6/7 6/4 il finale per liberare la gioia dei tanti amici che continuano a tifare per Potito.

stara

Ma lo Starace 2.0 significa anche BFD Academy, ovvero la scuola tennis di cui è presidente al Salaria Sport Village Fabrizio Di Meo e che, oltre a Potito, annovera tra i maestri Stefano Baraldo, Stefano Tarallo e Adriano Albanesi. “Sono molto contento di come stiano andando le cose – ha raccontato a SpazioTennis Potito Starace – mi godo le belle sensazioni del campo ma anche le soddisfazioni che ci stanno regalando i ragazzi molto interessanti che alleniamo al Salaria. Bene così, andiamo avanti e speriamo di crescere sempre”.

Ovviamente le radici, sanissime, di Potito sono a Cervinara dove papà Angelantonio e il fratello Gianluca gestiscono con successo la struttura intitolata al campione: talento purissimo, e senza quello, come è solito ripetere Angelantonio, hai voglia a sbatter la testa o a cadere vittima dei tanti venditori di fumo che popolano il nostro tennis…

Silver Mele

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