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VERSO GLI US OPEN, NEL MASCHILE A PRONOSTICO “LIBERO”

Mancano ormai poche settimane all’inizio dell’US Open che vede dai precedenti tornei di preparazione e gli oltrepassati slam un corsa ad un ritmo sempre maggiore dei primi tre del ranking mondiale.

Novak Djokovic partecipa per rincorrere il record di Rafael Nadal (18 slam) e Roger Federer (20 slam) e per centrare, per il secondo anno di fila, la doppietta Wimbledon e US Open. L’elvetico arriva alla centotrentottesima edizione dei Flashing Meadows con la voglia di riscatto dalla surreale finale persa sull’erba londinese dopo un match di grandissima durata e medesima qualità di gioco contro il serbo.

E poi c’è Rafa Nadal che insegue il quarto titolo a New York cercando di avvicinarsi sempre più agli slam dello svizzero e per ‘’rifarsi’’ da quella semifinale persa nel precedente slam, nonostante abbia dimostrato un altissimo livello di gioco in tutta la durata del torneo e ha cambiato il proprio modo di giocare sulle superfici più veloci per essere altrettanto efficace.

Ma non sono da cancellare totalmente dalle speranze per il titolo quegli ‘’outsider’’, come a Wimbledon è successo per Roberto Bautista Agut che grazie ad una grande preparazione e, soprattutto, alle grandi capacità da lottatore in campo è riuscito a farsi strada fino alle semifinali riuscendo a strappare un set al numero uno al mondo, Novak Djokovic, che non ha di certo passeggiato durante quel match e con il quale è riuscito a guadagnare la sesta finale ai Championships. C’è anche da dire che il cemento non è per niente come l’erba moderna… Il terreno americano non subisce mutazione durante il torneo e le palline sono più minute per conservare l’alta velocità di gioco, fattore che gira quasi interamente per il numero uno e il numero tre del seeding sopracitati.

Pronta a stupire c’è sempre la NextGen, che però sembra non voler fiorire nei tornei dello slam e cercare punti e successi nei Masters 1000, tornei dove sembra più facile emergere per una formula di organizzazione che li vede favoriti data la rapida capacità di recuperare le forze a svantaggio dei ‘’veterani’’ ultratrentenni, i quali guidano comunque la classifica mondiale. Nonostante ciò si stanno facendo notare anche per le posizione nel ranking, come ad esempio Stefanos Tsitsipas, che ha dimostrato di poter batter tutti i tre grandi che guidano il tennis moderno. E poi c’è sempre il teenager canadese Auger-Aliasssime pronto a stupire tutti.

Ci sono anche coloro che non sono parte della NextGen, ma non hanno ancora superato la soglia dei trenta, come ad esempio l’austriaco Dominic Thiem, fresco del titolo vinto in casa a Kitzbuhel che ha dimostrato di saperci fare anche sul cemento con la vittoria ad inizio anno ad Indian Wells. Assieme al numero quattro al mondo troviamo anche il nipponico Kei Nishikori che ha fatto vedere un buon tennis sull’erba inglese e sappiamo quanto il suo potenziale cresca sul cemento. Daniil Medvedev è un altro dei nomi che possono mescolare le carte in tavola; il russo viene da un buonissima stagione che lo vede nella top ten e con un alternanza a prestazioni discrete con altre ottime ed è appurato che fa del cemento la sua superficie dove riesce ad esprimersi al massimo.

Non sta vivendo una bellissima annata invece Alexander Zverev che ha iniziato in modo negativo per poi scavare ancor di più quella buca in cui era cascato. I tornei di preparazione per Flashing Meadows e lo slam stesso daranno grandi indizi per cambiare la stagione del tedesco in una semplice parte negativa della sua carriera o un totale fallimento dopo la sconfitta ad Amburgo (torneo di casa per Sasha) in semifinale contro il georgiano Nicoloz Basilashvili.

Infine gli italiani sono assetati del risultato nello slam che nel tennis maschile non siamo mai riusciti a portare e ci sono molti giocatori che possono stupire: Matteo Berrettini il quale gioco si adatta perfettamente alla superficie dura, aiutato anche dall’altezza che gli consente di manovrare il gioco nei propri turni di servizio; anche Fabio Fognini può far valere la sua posizione nei primi dieci del mondo grazie alla capacità di anticipo che sappiamo essere il punto vincente in molte partite di Fabio sul cemento e non solo.

Dopo ciò gli unici a darci indizi credibili saranno i tornei di preparazione e i due Masters che delineeranno i principali protagonisti per un ultimo Slam da brividi.

A cura di Alfonso Centore

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