SpazioTennis

US OPEN: LE PAGELLE DEGLI ITALIANI ALLO SLAM A STELLE E STRISCE

Ci hanno regalato emozioni grandissime, risultati totalmente impronosticabili, ma purtroppo non ci sono sempre i regali sotto l’albero e molte volte bisogna rifletterci e accettare il carbone ottenuto.
È il caso soprattutto di Fabio Fognini, il cui carbone viene consegnato dall’americano Reilly Opelka in quattro set in poco meno di tre ore. Per noi che siamo abituati a vedere Fabio sempre avanti negli slam e soprattutto quello americano che ci ha regalato immense gioie come la partita contro Nadal fa strano vederlo subito fuori, ma purtroppo il carbone non glielo toglie nessuno, un po’ come il servizio dell’americano che non ha brillato, però, contro Koepfer come ha fatto vedere nel primo turno.
Un altro nostro giocatore che da maggio si sta riempiendo di carbone come se fosse un camino è Marco Cecchinato, 1\15 il bilancio dal mese primaverile e pensare che l’unica vittoria è stato un ritiro. Non bene per “Ceck” che deve resettare tutto, compresa l’ultima sconfitta contro Laaksonen in cinque set.
Altra “steccata” importante è quella di Lorenzo Sonego, il quale si arrende ad un ritrovato e più esperto Pablo Andujar in tre set e in meno di due ore. Peccato, sappiamo che il cemento non è come la terra battuta, soprattutto per Lorenzo, ma non ha trovato, forse, il feeling giusto con il gioco sul veloce e quindi fa, come anche il suo avversario, della terra la superficie prediletta. È importante per lui, però, che trovi al più presto confidenza con l superfici veloci che ricoprono quasi la metà dei tornei giocati durante l’anno e che, guardando al futuro gli serviranno per guadagnare punti preziosi e speriamo anche ottimi risultati. Nonostante ciò però anche lui si prende la spiacevole sorpresa del Natale per quest’anno.
E poi c’è quel carbone che da lontano sembrava cioccolata, quel primo turno da sogno e quello stesso sogno poi duramente infranto. Come direbbero gli americani ‘’From hero to zero’’, anche se sappiamo che non ha mai dimostrato di essere zero Thomas Fabbiano con la vittoria sul numero quattro al mondo e due volte finalista al Roland Garros Dominic Thiem in una partita che se qualcuno l’avesse pronosticata sarebbe stata utopia, pura e sola utopia. Invece dopo anche il primo turno a Wimbledon contro Tsitsipas sembra che ci abbia preso gusto a battere i Top Ten al primo turno. Purtroppo però, il nostro piccolo fenomeno si è fatto rimontare del kazako Bublik, che con una prestazione impeccabile al servizio rimonta Fabbiano e accede al terzo turno degli US Open.
Adesso invece è tempo dei regali, solo due, ma grandi.
Il primo va ad un fantastico Matteo Berrettini che, sempre in quattro set, tiene a bada prima Gasquet e poi Thompson, con una prestazione al servizio magistrale e con un gioco che sembra essere creato apposta per questi campi. Buoni segnali dopo l’infortunio alla caviglia e di questo possiamo esserne solo che felici.
Molto più felici dobbiamo essere per Paolo Lorenzi, che aveva perso all’ultimo turno delle qualificazioni per poi avere la fortuna di essere ripescato per il forfait di Kevin Anderson, e con due battaglie da circa quattro ore e mezza ciascuna riesce a superare, prima la Wc Svajda e poi il giovane talento Miomir Kecmanovic e guadagnarsi un posto al terzo turno dove lo attende il campione di Flushing Meadows 2016 Stan Wawrinka; partita al limite dell’impossibile, ma nel tennis non si sa mai. Forza Paolo, c’è un regalone che ti aspetta.

Alfonso Centore

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *