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TONELLI E LA VOGLIA MATTA DI ESSERCI: ECCO QUANTO VALE DAVVERO LO SCALPO DELLA SAMP

Serata complicata, su un terreno di gioco ostile alla manovra veloce e contro una Samp organizzata, questa volta al completo e disposta alla battaglia. E poi il Napoli aveva da smaltire i carichi doppi di lavoro del periodo natalizio, via prescelta da Sarri per “riempire” la gamba in vista del tour de force di questo avvio di nuovo anno. La squadra vaga senza meta nel primo tempo, sbagliando una serie impressionante di appoggi e giocate, collassando a destra nell’occasione del gol ospite. Conseguenza di un approccio molle anche dal punto di vista mentale. Già, l’aspetto che il tecnico aveva fortemente invocato alla vigilia della sfida. Dalla pausa di metà gara il Napoli tira fuori il cuore e una nuova intensità, di certo favorito dall’ingenuità clamorosa di Silvestre. Nell’assalto finale alla Doria c’è la voglia matta di tutto il Napoli di firmare l’impresa. Strinic e Tonelli erano i due titolati a rimpiazzare gli africani partenti Ghoulam e Koulibaly. Manolo Gabbiadini fa il professionista e, così come a Firenze, segna gol d’oro per la classifica ma anche per il valore di quel cartellino che a buon motivo De Laurentiis non intende svendere. Si stravolge il trend che voleva troppo spesso il Napoli sarriano bellissimo e poco concreto. Così nella gelida notte di Fuorigrotta, la vittoria del mestiere e della veemenza, della paziente e silenziosa attesa di chi la propizia all’ultimo respiro, ha l’effetto di un collante, forte quanto l’abbraccio tra gli azzurri in campo e gli impavidi degli spalti al triplice fischio del mediocre Di Bello. Vittoria dal valore inestimabile perché la Samp ha provato a far male, giocandosela a viso aperta e a denti stretti, fiutando che la brillantezza degli avversari non era quella solita. Un passo in avanti verso quella maturità che non è più una sconosciuta.

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