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LA STORIA DI THOMAS HUNT, IL TENNISTA SENZA UN BRACCIO

Thomas Alexander Hunt è la storia del tennis che commuove tutti, si tratta di un ragazzo neozelandese nato senza un braccio e costretto a giocare con una protesi. Il suo sogno è quello di poter arrivare nei top 100 delle classifiche Atp, difficile vista la sua età di 23 anni. Ha provato a partecipare a qualche Futures in giro per l’Europa, ma è stato estromesso al primo turno. Del suo problema Hunt ne ha parlato, soffermandosi sulla difficoltà del servizio: “In effetti il servizio può essere un problema quando c’è molto vento, inoltre incontro qualche difficoltà quando devo cambiare l’impugnatura per tirare il rovescio”. Non ama fare la vittima per il suo problema: “Semplicemente sono nato così, non mi è successo niente di strano. Il mio obiettivo più grande è costruirmi una carriera da professionista, però mi piacerebbe dimostrare a tutti che si può fare qualsiasi cosa, non importa come sei nato. Ecco, il mio sogno è diventare una fonte d’ispirazione”. Per lui non è uno svantaggio essere così: “Ho soltanto qualche problema di equilibrio. Per il resto ho lavorato duramente con il rovescio nel corso degli anni. Da junior era il mio punto debole, ma adesso è migliorato parecchio”. Per i progressi fatti Hunt deve ringraziare il suo College che lo ha assistito per vari anni: “Ho giocato diversi match: ne ho vinto qualcuno, ma il livello era molto alto. Nel tennis mi piacerebbe raggiungere i miei limiti senza preoccuparmi troppo di vittorie e sconfitte. Sarebbe bello anche soltanto arrivare a giocare contro certi campioni”. La sua fortuna più grande è stata la decisione dei genitori di fargli indossare la protesi fin da piccolo, cosa non scontata visto che nella maggior parte dei casi vengono messe quando si è adulti. Con fatica il giovane neozelandese si è realizzato anche negli studi. Insomma il tennis è anche questo, storie difficili, ma che con forza di volontà si realizzano.

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