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IL CASO DEL TC ROZZANO: NO ALLA FIT, IL TENNIS STA DIVENTANDO PASSIVITA’

Il Tennis Club Rozzano, nell’omonimo comune lombardo,  nasce nel 1976 e proprio da poco ha compiuto i suoi 40 anni di attività! È stato, ed è tuttora più che mai, un riferimento importantissimo per la Città di Rozzano, che in questi 40 anni ha dovuto compiere un vero e proprio balzo quantico per “ripulire” le cosiddette “gioventù bruciate”. Lo Sport è uno strumento principe nell’aiutare i giovani a trovare la propria strada, e probabilmente lo Sport, ha molto più a che fare con la Sanità che con il CONI.

Il Tennis Rozzano ha scelto per il 2017 di non affiliarsi alla Federazione Italiana Tennis! L’analisi di questa scelta non scaturisce da un’azione reattiva, ma dal pensiero meditato di anni. Questi ultimi 16 anni sono stati i più duri di sempre per la nostra attività globale in relazione con la Federazione. Mai come in questo lungo periodo le lamentele di Circoli, Maestri, Presidenti, si sono fatte sentire, ad esempio sui social, ma anche attraverso giornalisti di rilievo. A noi non interessa lamentarci senza procedere con i fatti; la coerenza, il rispetto, il senso di responsabilità ci hanno sempre distinto!

“In questi anni, abbiamo ottenuto risultati importanti su tutti i fronti: aumento di tesserati, di agonisti, squadre, tornei, vittorie. – Sottolinea la Direttrice Sportiva del TR Amanda Gesualdi – Abbiamo vinto un Titolo Italiano di serie B a Squadre, un terzo posto in A2, diversi playoff, svariate finali; vinto più di 6 titoli lombardi assoluti, ecc. Ogni anno, tra campionati invernali ed estivi, iscrivevamo 11/13 squadre; organizzavamo 5/7 tornei di cui anche Open”.

L’agonismo è sempre stato una prerogativa irrinunciabile per il Tennis Rozzano quale naturale sbocco finale della vita sociale ed associativa, ma nel rapporto sportivo con la Federazione è divenuto una voce di sola amarezza ed oneri. Purtroppo il bilancio sportivo, etico e morale del 2016 del rapporto con la Federazione, si è chiuso -ultimo ma non solo- con un passivo non più sostenibile per quella che è la concezione dello sport del tennis per questa associazione. Non a caso, parliamo di “bilancio” e di “passivo”. Parole più proprie di una entità commerciale che sportiva, ma che unicamente ricorrono e primeggiano nelle assemblee federali ed in una politica federale in cui sportivamente non ci riconosciamo ormai da tempo; e che quindi, per la nostra associazione sportiva è divenuta –sportivamente- un costo senza ricavi.

“Una “passività sportiva” in cui non ritroviamo più quei valori che i nostri tecnici, i nostri allievi, i nostri giocatori, i nostri soci vengono per tradizione e per convinzione educati a portare in campo sempre e ad ogni livello.” – ribadisce Amanda Gesualdi – I bilanci federali, i risultati economici degli Internazionali, le continue “valorizzazioni” mediatiche dei risultati di giocatori da anni all’estero e che si allenano con tecnici stranieri non costituiscono priorità che la nostra associazione si sente di condividere oltre. Né di finanziare con attività e responsabilità che producono costi in tasse prive di servizi, contributi ed utilità.

L’attenzione continua a regolamenti mensilmente sempre più estenuanti nella loro complessità, le tasse federali, la burocrazia, l’obbligo di tesserare anche chi non pratica attività sportiva o i nonni che frequentano il circolo per portare i nipoti alla scuola di avviamento, dal primo di Gennaio non appartengono più alla quotidianità del Tennis Rozzano.

“Il tennis giocato con il sorriso, l’avviamento al tennis ed il rapporto associativo, l’investimento delle risorse economiche nel circolo e nella promozione sportiva per i soci del circolo, saranno le priorità per il Tennis Rozzano, dove il tennis torna ad essere come l’aria: di tutti e per tutti! Grazie per chi ci ha sostenuto dal 1976 ad oggi, grazie per chi ci sostiene soprattutto nel presente, con la passione vera, pulita e sana di chi ama questo fantastico sport!!”.

Fonte: Tennis Rozzano

2 Comments

  1. Pingback: Il Tennis Rozzano dice “No”! La Federazione Italiana Tennis è diventata una passività sportiva | Tennis Olistico

  2. Santoro Rita

    31 gennaio 2017 at 22:04

    Ma che meraviglia!!Allora c è ancora gente con gli attributi!! Sono un ex maestro federale della famosa e prestigiosa S.N.M. del Tre Fontane di Roma ,diretta dai sommi tecnici Rasicci Antonio e Bartoni Angelo. Io sono 10 anni che mi sono ritirato dalla F.I.T. perché non mi riconosco più nelle idee e nella politica venale e misera della Federazione. Lavoro benissimo nei centri A.I.C.S. e U.I.S.P.dove,credo ancora per poco, perché anche con questi enti la F.I.T sta cercando di poter vessare il più possibile,si riesce a mantenere un rapporto libero, tranquillo e,fondamentale,non legato a vincoli di obblighi troppo onerosi.Se si dovesse trovare una possibile ” via di fuga”collettiva dall egemonia attuale della F.i.T. senza incorrere nelle famose vendette del Presidente,la mia associazione è presente!!

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