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SPIO CUP, AL MEMORIAL BOSCATTO ZOTTI FIRMA IL COLPO GROSSO

La Spio Cup, “Memorial Albino e Giovanni Boscatto”, è ormai un evento capace di attrarre a Pianura tutti gli appassionati campani della racchetta. Naturale, verrebbe da dire, se solo si pensa quanto negli anni al tennis abbia dato Massimo Boscatto, giocatore tanto forte quanto sfortunato (gli infortuni ne limitarono la carriera professionistica negli anni ’90). E’ grazie alla passione di questo maestro, classe 1971, che sopravvive nel cuore del Parco Verde il Team Boscatto 2, autentica “tana delle tigri” per quei ragazzi che senza fronzoli e tanto cuore puntano a diventare almeno buoni giocatori. La finale della 13esima edizione della Spio Cup è coincisa con la visita del presidente della FIT Campania Giovanni Improta: “Mai in passato un rappresentante della Federazione aveva messo piede in questo circolo per assistere al match conclusivo – ha ricordato Boscatto – e questo è un segnale importante di apertura e di crescita del nostro movimento”. Improta è un presidente intelligente e volitivo, amante di quell’equilibrio che ci vuole in un movimento spesso monopolizzato in passato dai grandi circoli cittadini. A scapito ovviamente di quelli che invece si barcamenano per sopravvivere.

Il torneo non prevedeva quest’anno la partecipazione di tennisti stranieri o di altri con classifiche nazionali particolarmente alte. Malgrado ciò l’agonismo estremo non è mancato e l’atto conclusivo tra Giuseppe Caparco (2.4) e Marco Zotti (2.6) ne è stata perfetta dimostrazione. Caparco, alfiere del TC Vomero in serie A2 e favorito numero uno del seeding, aveva dovuto sudare e non poco per superare in semifinale Simone Boscatto (2.7), brillante destinatario della tradizione di casa. Zotti, tesserato per l’Accademia Tennis di Afragola ma allenato sui campi dell’Atheneo dal Tecnico Nazionale Luigi Esposito, si era invece fatto largo nella parte bassa del tabellone, approfittando del ritiro al terzo set del 2.4 Valletta e del forfait del forte Andrea Paciello (2.4) in semifinale.

Molto intensa davvero la finale. Caparco, che al mattino aveva disputato un match di oltre due ore in A2, ha vinto il primo set agilmente per 6/1, poi ha concesso metri all’avversario, inizialmente molto timido. Zotti ha capito che attendere l’errore di un regolarista come Caparco non gli avrebbe lasciato chance, così ha incominciato ad attaccarlo con continuità sul rovescio, mostrando anche buona abilità nei pressi della rete. Vinto il secondo set per 7/5 Zotti ha spinto sull’acceleratore anche nella terza e decisiva frazione, chiusa con lo score di 6/3.

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“E’ senz’altro la vittoria più importante della mia carriera – ha raccontato a ST Marco Zotti (che di seguito vediamo in foto con il presidente della FIT Campania Giovanni Improta) – inseguita a lungo e penso meritata. So che Caparco era affaticato ma riuscire a spuntarla su di lui è sempre un’impresa. Dedico questo successo a mia mamma e mio papà che non hanno mai smesso di credere in me”.

Sconfortato e soprattutto stanchissimo a fine match Giuseppe Caparco, che per tutti nel circuito resta il “leone di Castelvolturno”: “E’ andata così, ho corso tanto anche questa mattina in A2 ma porto a casa due sconfitte. Fa niente, proverò a ricaricare le batterie e a rifarmi nei prossimi appuntamenti”.

Nei tabelloni intermedi, successi per Vittorio Cammarota (3.2) e per Ilario Strato (4.1).

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