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SE QUESTI SONO I VETERANI…L’OSPIZIO E’ GIUSTO CHE LI ACCOLGA

Possono esserci la buona volontà e il cuore di Gigi Nevano e dei suoi collaboratori, i propositi di quanti giocano a tennis per divertirsi ed eliminare tossine in eccesso, lo spirito puramente sportivo per il quale le competizioni over dovrebbero porsi come modello per i più giovani. Basta tuttavia che il messaggio di tali competizioni venga frainteso per mandare al macero tutte le ottime premesse. Ricorderete che la scorsa settimana mi ero sentito di prender posizione a favore del fraterno amico Gigi Montesanto (non conoscendo neppure il nome del giovane avversario), vittima a suo dire di una partita “trappola” con l’under di turno, animato dalla fisiologica, comprensibile voglia di vincere. Da lì il vespaio di polemiche e l’auspicio di qualche genitore che i veterani, che non avrebbero più nulla da chiedere se non di sudare per tenersi in forma, giochino tra di loro per il salamino o la coppetta. Mi era sembrato tutto eccessivo e penalizzante per i tanti amici-coetanei corretti che invece onorano questo sport.

Oggi mi sono ricreduto, al punto da invitare gli ospizi della Campania ad aprire le porte per quei personaggi che disonorano lo sport del tennis. Seppur impegnato su mille fronti e reduce da un convegno-presentazione in RAI, nel quale “Il volo del gregario” è divenuto libro incentivo per la correttezza e l’educazione, ho accettato l’invito a partecipare al master over 40. Perchè ho il difetto grosso di amare alla follia lo sport. Impeccabile l’organizzazione, troppo ottimisti i giudici arbitri perchè convinti che tra i veterani polemiche, colpi furtivi di mano, cazzimmosi pretesti non dovessero esser temuti. E invece no: tutto questo ritorna allorquando la partita di tennis in età avanzata diviene occasione per dribblare la frustrazione e una vita di sconfitte sul campo. Quando la corsa alla classifica annebbia la vista, al punto da far dileggiare amici, avversari, perfino il pubblico che con sorriso beffardo si chiede dalle tribunette se val la pena perder tempo nel contesto tanto ridicolo.

Io non ci sono stato perchè non amo fare il clown e per la prima volta nella mia vita, colpevolmente per qualcuno, ho deciso di ritirarmi. Alla terza palla di fila “ripulitami” da un avversario scorrettissimo, simpatizzante calcistico della squadra che immaginate, mai vincente contro di me in passato (e contro tanti altri…) l’ho mandato a quel paese concedendogli il premio ambitissimo del successo nel Roland Garros dei morti viventi. Mi rimangono e mi bastano le parole di un giovane, professionale e mortificato giudice arbitro: “Non meritava un atteggiamento tanto scorretto, lei che è stato esemplare”.

Alla terza palla il giudice è saltato dalla tribunetta, urlando: “E no, questa è buona!”. Si trattava di una palla corta finita nel rettangolo di battuta e nemmeno in prossimità della riga. Niente da fare, il neo campione di Parigi urlava che il campo era il suo, che la palla segnata (30 centimetri più avanti) era fuori e che non intendeva farsi prendere per fesso. Perchè? Semplicemente perchè “già al Sammaritano il mio avversario mi ha rubato la partita!”. Anche il povero giudice ha dovuto arrendersi.

Quindi oggi toccava a me lasciarla la partita…Scrivo e ci ripenso: ho fatto davvero bene ad andar via ricordandogli che il peso insostenibile della sfiga lo ha tratto in errore.

Chiudo così, riportandovi il sorriso amarissimo delle considerazioni fatte al momento dei saluti con Giampaolo Damiani: se questi sono i veterani, e per fortuna non sono tutti così i miei coetanei, diamoci da fare per tutelare gli under. Elementi come quello visto all’opera ai Damiani oggi cosa combinerebbe con un ragazzino?

Non perdo le speranze ma oggi ci sono davvero rimasto male. Giusto denunciarlo e lanciare l’idea di un circuito che metta insieme i tipi così: si scannino pure tra di loro ma non ci rovinino più le giornate che dovrebbero essere di puro divertimento.

Silver Mele

One Comment

  1. roberto cappa

    27 ottobre 2017 at 14:47

    Scusa il ritardo nel commento, ma gli impegni sono tanti.
    Mi sento un po’ responsabile dell’accaduto perchè fui io che, insieme ad un altro paio di innominabili, che ebbi l’idea del Circuito Veterani regionale tra il 2004 ed il 2005. Devo dire che l’idea ha avuto successo, ha rimesso in gioco un sacco di gente che, per motivi di età, non faceva più competizione ed ha rappresentato la fortuna di diversi circoli, portando anche notevoli vantaggi alle casse federali, tra tessere, iscrizioni ai campionati a squadre, quote FIT dei tornei, ecc…..
    In alcuni soggetti, però, ha prodotto danni considerevoli ed è stata occasione per siparietto poco gradevoli.
    Anch’io una volta anni fa mi ritirai quando il mio avversario, in un torneo veterani a Salerno, mi chiamò fuori l’ennesima palla buone e, alle mie rimostranze, si stese a terra ed individuò il segno che la palla era fuori: stavamo giocando sul MATECO!!! Gli consigliai di non andare mai a giocare nei paesi islamici dove, a quelli come lui, mozzano le mani.
    Quando mi interessavo del Circuito ho assistito a situazioni che non saprei se definire comiche o tragiche: nel 2009 ho assistito ad uno scontro tra due “vecchietti” ove uno diceva all’altro che la palla che gli aveva rubato compensava quella che gli aveva preso in una semifinale di un torneo del 1981 (credo riservato agli N.C.).
    Al di là delle situazioni tragicomiche, sarebbe opportuno che parecchia gente non si prendesse troppo sul serio e comprendesse che il mondo veterani deve essere composta da persone che si vogliono divertire partecipando a competizioni che hanno la principale gradevolezza nel reincontrare vecchi amici.
    Bisognerebbe rassegnarsi all’idea che il passato non scende in campo, ma vi scende la stretta attualità, con tutti i problemi connessi all’inesorabile trascorrere del tempo, dal sovrappeso (che mi ha afflitto per anni), alle precarie condizioni atletiche, dagli acciacchi alle difficoltà di recupero, dagli impegni di lavoro agli ostacoli frapposti dalle immancabili mogli che protestano.
    Non posso ovviamente esprimere giudizi su quanto ti è occorso, non essendo presente ai fatti, ma posso assicurarti che, col tempo, quelli che si rendono protagonisti di sgraditi eccessi vengono messi in disparte.
    Credo invece che sia auspicabile che tu continua a partecipare alle competizioni veterani, irrinunciabile occasione per rivedere amici ed giocatori con cui si è trascorso buona parte della gioventù: personalmente ho sempre trovato questo aspetto impagabile ed a tutt’oggi mi onoro dell’amicizia di persone con cui ho iniziato ad incrociare le racchette negli anni ’70.
    Però mi sento sempre un po’ responsabile anche degli eccessi, e venirne a conoscenza, anche ora che non mi occupo più del circuito da 6 anni, è cosa che mi lascia l’amaro in bocca.

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