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RIECCO BOSCATTO, STORIA DI UN PREDESTINATO TRA I PALAZZI DI PIANURA

La storia che vi vogliamo raccontare oggi, è quella di un ragazzo non ancora maggiorenne, ma che ha già le idee chiare sul suo futuro. Lui si chiama Simone, di cognome Boscatto.

Figlio di quel Massimo che, da doppista, è stato capace di raggiungere la finale juniores degli US Open nel 1988 (in coppia con Stefano Pescosolido), e di conquistare la medaglia d’oro (sempre in coppia con Stefano Pescosolido) ai Giochi del Mediterraneo nel 1991. Talento puro e cristallino quello di Massimo, salito fino al numero 110 nelle classifiche ATP di doppio, e al numero 355 in quelle di singolo, ma che ha raccolto certamente meno di quanto avrebbe meritato, fermato da infortuni fisici che ne hanno compromesso il rendimento.

E allora, parafrasando un noto detto popolare, se è vero che “il frutto non cade mai lontano dall’albero”, Simone non poteva partire che da li; da quanto di buono aveva già fatto il papà Massimo prima di lui.

Simone Boscatto, è un ragazzo di 17 anni, con una classifica che attualmente lo vede 3.1 ma che diventerà sicuramente 2.8 con le nuove classifiche, e con qualche chance di passare addirittura 2.7.

Un destino da “predestinato” dunque, con la spensieratezza però di chi riesce ancora a giocare a tennis divertendosi, non sentendo la pressione, e non lasciandosi schiacciare da un cognome “ingombrante”.

L’obiettivo stagionale è quello di chiudere l’anno cercando di non fermarsi all’attuale classifica 2.8 o 2.7 che sia, ma cercando di salire ancora qualche altro gradino, se possibile.

E per il momento, l’inizio è di tutto rispetto. Numeri davvero degni di nota  quest’anno: 3 tornei di terza categoria, più un torneo di doppio (in coppia con Albano al T.C. Petrarca) già vinti in questi primi mesi del 2016; uno nel Circolo “di casa”, uno al Green Park (battendo Consiglio in finale), ed un altro nel torneo “Open” di Afragola; il tutto con l’aggiunta di qualche “scalpo” eccellente, avendo già battuto almeno un paio di 2.7 meglio classificati di lui. L’ultimo successo è arrivato in casa, davanti alla propria gente. Nella finale del terza categoria al Team Boscatto 2 Simone ha vinto il primo set per 6/4 sull’ottimo Gianluca Cierro, debilitato da tre giorni di febbre. Il ritiro dell’avversario non sminuisce la settimana in cui Simone ha concesso briciole agli avversari di turno.

Potendo contare sull’apporto incondizionato di papà Massimo, suo allenatore, Simone è un ragazzo che nutre un forte interesse per il tennis, pur non facendolo diventare una “necessità primaria”. Studente modello, riesce a trarre il meglio nel relazionarsi con Massimo, padre-allenatore bravo, va sottolineato, ad improntare il tutto su binari più simili a quelli di un rapporto padre-figlio, che non Maestro-allievo.

Se son rose fioriranno, a noi non resta che aspettare.

ALESSANDRO VITIELLO

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