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QUEI “BRAVI” RAGAZZI DI PASTORANO: IL TITOLO DI D2 PASSA DA QUI

C’era un tempo in cui l’assegnazione delle classifiche nel tennis avveniva naturalmente come conseguenza del peso politico dei circoli di appartenenza. Era praticamente chimera per i ragazzi di provincia, seppur bravi ma delocalizzati rispetto al capoluogo di regione o tesserati per sodalizi che non avessero blasone, “scalare” le categorie e accedere ai raduni federali. Così venivano fuori scenari difficilmente spiegabili ma accettati in silenzio dal movimento: i fortissimi (quelli che i valori li imponevano con superiorità inequivocabile), gli sponsorizzati (che arrivavano in B per qualche vittoria e soprattutto per le giuste amicizie) e quelli che, seppur discretamente dotati, rimanevano destinati al ruolo di eterni comprimari o sparring, sebbene spesso i tornei raccontassero altro. 

Premessa opportuna per introdurre la vicenda sportiva di un gruppo di “bravi” ragazzi, ritrovatisi dopo anni nel tennis, in un paese di 3mila anime a nord di Caserta. Questa è la storia del TC Pastorano, di un maestro FIT che risponde al nome di Angelo Ricciardi e che da solo organizza corsi di formazione e squadre agonistiche. Mai gli era capitato in 25 anni di vita del sodalizio che una formazione da lui diretta si spingesse fino alla finale per il titolo regionale. Mai prima di quest’anno. Domenica prossima il campo in cemento di Pastorano ospiterà il match tra i ragazzi di casa e la formazione ospite di Santa Maria della Carità: in palio, a promozione già acquisita nella categoria superiore, lo scudetto di D2.

Quei “bravi” ragazzi, oggi prossimi all’over 40, negli anni ’90 si facevano rispettare in giro per la Campania, con enormi sacrifici: sfidando e talvolta vincendo contro gli sponsorizzati cui, per i giochi di potere, toccavano sorte migliore e privilegi non solo di facciata.

Silver Mele, noto per le doti giornalistiche e di anchorman televisivo, è solitamente schierato da numero uno in virtù della maggiore classifica (2.8) tra quelli del Pastorano: era stato il primo a scommettere sullo spirito di un gruppo granitico, di veri amici, convincendo Ricciardi al piccolo sacrificio per allestire la squadra . Aveva giocato da C1 con le vecchie classifiche il fratello Antonio Mele (4.1), decisivo nel match di semifinale con quelli dell’Averno, si erano spinti fino alla categoria C2 Umberto Falanga (4.1) e Fausto Cavaliere (3.5), tra i più forti campani nati nel 1977. Cavaliere è stato esempio di dedizione e attaccamento alla maglia, partendo da Sorrento per giocare ogni domenica ad almeno 100 chilometri da casa, Falanga la scommessa vinta per un talento che non aveva rivali a livello under.  Grandi lottatori si sono confermati Pasquale Grimaldi (4.4), Gianluca Capaldi (4.3) e Antonio Tammaro (4.3). Ebbene questi “bravi” ragazzi si sono ricompattati a distanza di anni, rispolverato le giuste motivazioni, riversato sui campi della D2 il desiderio di rivalsa nei confronti di un sistema dal quale sentivano di aver avuto molto di meno rispetto a quanto seminato. E le vittorie sono arrivate in serie, dal girone di qualificazione dominato contro avversari temibili, al tabellone finale dove ad arrendersi nell’ordine sono stati quelli dell’Atheneo, dello Junior 24 e appunto dell’Averno.

In finale contro Luigi Carrese, Simone Manzo e soci bisognerà combattere ma il comunale di Pastorano sarà gremito di appassionati e anche curiosi: il paesino ai piedi del Monte Maggiore vuole render merito al cuore di questi “bravi” ragazzi, determinati a vender cara la pelle. Storie di sport, bellissime da raccontare,  ineguagliabili se vissute. 

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