SpazioTennis

QUANDO LA VOCE DI REGIME DIVIENE CABARET

Ho appena una mezz’oretta a disposizione, da strappare al calcio nel lunedì dei talk televisivi ma anche di vigilia per la super sfida che vedrà il Napoli opposto in Champions al City di Guardiola. Devo necessariamente esprimere il mio pensiero tennistico, libero e indipendente come sempre sarà, attraverso le colonne di questo portale.

PREMESSA

  1. Vorrei tranquillizzare quanti mi invitano a smorzare i toni, ad essere più morbido, a sottacere talvolta la verità, se anche questa può essere poco piacevole. Perchè potrei veder compromessi rapporti di amicizia o opportunità lavorative. Amici, spero di esser chiaro una volta per tutte: una condotta editoriale così schietta può non piacere o far male ma non è certo la strada per ottenere qualcosa. Se l’ipocrisia e l’ondivaga tendenza ad assecondare il potere (???) ha fruttato un regime bulgaro ultradecennale, con elezioni-farsa e nomine ad personam, si capisce bene quanto possa risultare scomodo il racconto della verità. Perdere le amicizie? Sarebbero di facciata nel caso in cui la verità finisse per scalfirle: in quel caso meglio perderle.
  2. Avremo sempre massimo, totale rispetto per i ragazzi che ci provano nel tennis e per quei maestri che con onestà intellettuale li accompagnano nella crescita.

I FATTI

La mia prima riflessione è nata ascoltando il messaggio vocale di un bravissimo maestro FIT (ne ricevo tanti, a dimostrazione che l’anacronistica censura dei like non serve) che recitava più o meno così: “Mi sono sempre battuto affinchè si pagasse il canone RAI, rimanendo talvolta deluso per il servizio che si riceve. Oggi mi rendo conto di quanto sia importante il lavoro tuo e dei privati cui tocca ripristinare le verità o quanto meno limitare le bugie. Solo noi del settore tennis possiamo sapere quante inesattezze siano state lanciate nell’etere durante il programma trasmesso da un’emittente campana qualche giorno fa”. 

Stuzzicato dal messaggio sono andato a rivedere e a riascoltare il contenuto: disarmante ma perfettamente in linea con quegli slogan cartacei che qualche anno fa avevano dipinto Bollettieri, Emilio Sanchez e Stefan Edberg pivelli della racchetta rispetto al più noto successore di origini napoletane.

E’ stato più forte di me, avevo da capire. Così ho cercato conferme a dinamiche facilmente intuibili. Ho chiamato il conduttore, amico carissimo e compagno di vecchie sudate nel campo da tennis, e ho appreso: l’addetto stampa del Comitato (di fatto non lo sarebbe più, o almeno per ora, ma continua regolarmente a veicolari favori), in funzione anche di addetto stampa “accademico” e di altri due circoli cittadini, aveva predisposto l’ospitata, disponendo della buona fede del conduttore, sempre disponibilissimo.

Vi chiederete: cosa te ne frega? Niente, se poi non arrivassero messaggi affranti di genitori di agonisti “Dove abbiamo sbagliato? Meritiamo di essere buggerati così?” e, cosa più clamorosa, la ramanzina ad Acerra ad una redattrice di Spaziotennis. 

AD ACERRA NOI C’ERAVAMO…

Come per tutti, o quasi, i tornei della Campania anche al New Margherita abbiamo fatto la nostra parte, fornendo un servizio importante e soprattutto A COSTO ZERO (televisione, sito, giornale). Finito il match tra Fioravante e Di Mauro la piccola e ignara Arianna Nardi (22 anni ma già laurea in tasca e familiarità con tre lingue: da noi l’unico criterio di scelta è la meritocrazia) ha la malsana idea di chiedere al presidente regionale di farsi immortalare in foto per Spaziotennis. “Ah Spaziotennis, voi fate il male del nostro tennis” si è sentita rispondere “Non dovete alimentare alcuna concorrenza, è controproducente e incattivisce l’ambiente”. La giovane collega si è ritirata in buon ordine, intossicandomi il pomeriggio allo stadio.

La cosa, devo dirvi con la solita franchezza, non mi è piaciuta per niente. Provo però a riordinare le idee: il male del tennis saremmo noi? E perchè? Semplicemente perchè, investendo su noi stessi e sul nostro lavoro abbiamo deciso di dare spazio a tutti, di raccontare la verità, di svuotare i palloni gonfiati, di ridurre palesemente a “stronzate” cosmiche i comunicati, quelli si graditi agli uomini delle istituzioni, per i quali i tornei del quartiere vengono equiparati ai successi del Grande Slam. E ancora perchè, non avendo noi alcuna velleità (ribadisco!!!) ad incarichi ufficiali siamo totalmente liberi da condizionamenti?

Eppure al presidente ho sempre dedicato attenzioni, condividendone malumori inevitabili quando ci si muove in un contesto tanto difficile. Così però non va perchè poi le domande potrei farle anch’io:

  1. Ma di quale concorrenza parli? So che sei costretto a barcamenarti per aggiornare la pagina fb ma deve essere questo un problema mio?
  2. Sei davvero convinto che paghi allinearsi sempre e comunque a chi associa l’interesse proprio, personalissimo a quello pubblico dello sport?
  3. Ritieni che non ci sia un conflitto di interessi nella gestione della cosa tennistica qui in Campania? 
  4. Il Comitato che cerca casa (fisicamente) non potrebbe chiedere una stanza ad Agnano?
  5. E’ sempre opportuno che la comunicazione ufficiale accorpi altre tre strutture private, veicolando solo messaggi di totale gradimento al capo unico che li partorisce? Anche perchè poi stranamente in una nota ufficiale un sussulto ti aveva reso ai miei occhi propositivo e vincente: non avevi preso in mano i rapporti con la stampa?                                                                                                                                                                                                  
  6. E’ possibile che non esista un’altra struttura in Campania in grado di ospitare manifestazioni ufficiali: Cpa, Master Fit Junior Program, Master campionati a squadre promozionali ad Agropoli (circolo naturalmente affiliato). Gli altri sono davvero così malmessi? Lo scorso anno nessuno dei consiglieri preposti sapeva che la final four di Macroarea under 14 femminile avrebbe avuto svolgimento in una struttura affiliata a quella di Agnano…e i consiglieri salernitani decisero bene di non presentarsi alla premiazione finale, per non sottostare alla forzatura.
  7. E’ giusto che gli incarichi ufficiali ai maestri vedano sempre ed esclusivamente i pochi “eletti” di Agnano in pole position e i loro amici?
  8. E’ opportuno che i maestri-istruttori tirocinanti vengano utilizzati, sempre al solito posto, per veri e propri centri estivi privati?
  9. Non sarebbe più giusto che il maestro facesse il maestro, l’imprenditore l’impresa e il giornalista il giornalista? Pretesa folle eh?
  10. Insomma, noi saremmo il male del tennis perchè i primi e gli unici a scrivere ciò che tutti sanno e naturalmente tacciono? In un regime di terrore totale in cui perfino la censura dei like, partorita via mail e messaggi vocali wh (che naturalmente posseggo in memoria del telefono), prova vergognosamente a limitare lo sdegno. 

Vado alle conclusioni: se spaziotennis è il male del tennis campano perchè SE NE FOTTE delle censure, perchè spinge per il pluralismo nell’informazione, perchè smentisce i messaggi fuorvianti, perchè non insegue nè incarichi nè amicizie particolari, perchè è il riferimento certo e disponibile dei tantissimi che ci leggono e ci inviano foto e notizie allora siamo fieri di esser tanto malvagi.

PROPOSTA

  1. Io non inseguo incarichi, è vero, ma potreste prendere in considerazione la candidatura di Arianna Nardi, giovane e già bravissima: sarebbe una bella ma utopistica dimostrazione di buon senso;
  2. Grazie alla famiglia Vigorito sto lavorando per il Benevento, pertanto conoscendo piano piano la città: non abbiate paura, una sede centrale nel Sannio contribuirebbe a risistemare le cose. Cambiare aria talvolta rigenera…

CONCLUSIONI

Tennis Review è il programma tecnico e di settore sul tennis che ho ideato e realizzato su Canale 8: venitele a raccontare a me le vostre storie, il mio numero lo avete. Siete invitati in trasmissione perchè dalle nostre parti la censura è qualcosa che lasciamo ai deboli.

Silver Mele

 

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