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QUANDO AL VOMERO GIOCAVANO I QUATTRO MOSCHETTIERI…

Stamattina, in piena zona caffè e rassegna stampa l’applicazione wh già mi raccontava di tennis. Caiazza con fare solerte, come di consueto per lui che poco dopo l’alba è già a battagliare, mi aveva girato il pdf della pagina di spaziotennis.it sul Roma. Qualche minuto più tardi il mio carissimo amico e maestro Gianluca Cierro mi faceva notare una clamorosa inesattezza: la A del tennis non mancava al Vomero da un’eternità, come erroneamente anche noi avevamo lasciato intendere nelle cronache. La prima delle quattro precedenti partecipazioni alla A risale al 1929. Quasi 50 anni dopo, nel 1978 il prestigioso club collinare tornava ad assaporare la massima categoria della racchetta. E le domeniche di quella stagione trascorsa al Vomero erano ricche di passione, amore, agonismo sfrenato e furbo, partecipazione. Facile capire il perchè. Due famiglie con consolidata tradizione armavano quel Vomero lì. Alberto (qui sotto in foto) e Gennaro Sbrescia, Antonio e Gianni Cierro erano i quattro moschettieri della squadra più napoletana che abbia mai calcato i campi da tennis italici in serie A. Giocatori sopraffini, autentici spauracchi per i campioni dell’epoca che erano ben consapevoli di dover vendere l’anima al diavolo per violare la legge del Vomero.

Il tennis è religione, pertanto memoria. Quella onorata dai ragazzi che domenica scorsa sono tornati a ruggire all’ombra del Collana.

Silver Mele 

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