SpazioTennis

Ora vi spiego perchè NON MI CHIAMO….Mental Coach

Come diceva sempre un mio caro amico……”Puoi chiamarmi come vuoi, basta che non mi chiami presto la mattina”

Vi chiedo perdono in anticipo se in questi tempi vi ho trascurato, ma il ritmo serrato di lavoro ed i miei atleti (non solo tennisti) non mi consentono, spesso, di sedermi con calma al tastiera del pc. Vorrei innanzitutto ringraziare Silver Mele e tutta la redazione di Spazio tennis, che mi concede questo “spazio quotidiano” per scrivervi e condividere con voi esperienze e storie di vita. Mi dicono che i miei articoli sono molto apprezzati e che ci sono addirittura offerte per “cambiare mestiere”  ed iniziare a scrivere in pianta stabile……tranquilli non c’è pericolo !

Oggi cari amici lettori, parliamo di formazione e di professionisti, quelli con la P maiuscola, per fare questo però è necessario fare alcune premesse essenziali perché anche i “non addetti ai lavori” possano comprendere meglio di cosa parliamo.

Premessa numero 1

Per diventare psicologo oggi, innanzitutto bisogna prepararsi per affrontare i test di ingresso all’ università (essendo da tempo a numero chiuso) una volta “entrati” il percorso di studi comprende 5 anni (formula del 3+2) di cui 3 anni generici e due di specialistica (per un totale, a secondo delle facoltà e del programma di studi…di quasi 50 esami, oltre la tesi finale) i due anni di specialistica comprendono vari indirizzi e permettono al professionista psicologo di approfondire un ramo della psicologia piuttosto che un altro. Dopo i cinque anni e la tesi di laurea, c’è almeno 1 anno di tirocinio obbligatorio, nella clinica psicopatologica, per prepararsi all’ esame di stato che abilità alla professione di psicologo e all’ iscrizione all’ albo, per poter esercitare. Il nostro esame di stato comprende 4 prove, 3 scritti ed un orale, oltre alla conoscenza del nostro codice deontologico professionale e al giuramento di segretezza professionale.

Definito dalla rivista Optimal Scienze , uno dei più duri, insieme a quello per diventare notaio, l’esame di stato per psicologi, abilita all’esercizio della professione ma NON conferisce il titolo di psicoterapeuta.

Successivamente ai 5 anni di studio + 1 anno di tirocinio (minimo) + esame di stato, sono necessari altri 4 anni per la specializzazione in psicoterapia (al momento unica specializzazione legalmente riconosciuta in Italia per psicologi). La specializzazione in psicoterapia a secondo degli indirizzi scelti e della scuola, comporta un percorso difficile e sacrificato, dove gli psicologi devono obbligatoriamente intraprendere anche un percorso di terapia personale, per meglio fare luce sulle loro “zone d’ombra” se cosi possiamo dire.

Alla fine dei 4 anni di specializzazione in psicoterapia, dopo gli esami e la discussione della seconda tesi dinnanzi la commissione, si diventa psicoterapeuti, abilitati cioè alla psicoterapia, sia in ambito clinico pubblico che privato (cosa che uno psicologo per legge NON può fare) a meno che non sia specializzato in psicoterapia.

Bene…..tra università, tirocinio, esame di stato e scuola di specializzazione in psicoterapia siamo arrivati a 10 anni di studi e preparazione. Ma non è finita qui, arrivati a questo punto siamo solo all’ inizio…… si perché per chi vi scrive, non bastava questa preparazione, non era sufficiente per comprendere la mente umana, in particolare quella degli atleti.

Per un ulteriore approfondimento del proprio campo….ci sono i master (ovviamente privati e ovviamente non a buon mercato) se si vuole approfondire l’ambito infantile, sportivo, giuridico (CTU), psicodiagnostico ecc…la parola d’ordine è una….sacrificio, sia economico che personale.

Io personalmente ne ho fatti 4 (in ambito sportivo) e 1 in ambito clinico, ciascuno della durata di 1 anno con tirocinio e supervisione. Bene…siamo arrivati a 15 anni di studio e sacrificio…..adesso mancava l’esperienza sul campo, quella non si può insegnare, quella la fai sudando insieme al tuo atleta, respirando la puzza dello sport in ogni sua sfumatura. Io ho avuto una grande fortuna, sono figlio di un maestro di tennis, che prima del cucchiaino della pappa, mi ha messo in mano la racchetta da tennis, sono cresciuto nei circoli di tennis e conosco molto bene la categoria professionale dei maestri di tennis, con i loro pregi ed i loro difetti….ho cominciato a muovere i primi passi nel tennis come psicologo dello sport, ma volevo conoscere anche altre realtà. All’ inizio è stato difficile, ma oggi tra scherma, pallavolo, pallacanestro, nuoto, sci, rugby, calcio, tennis tavolo, tiro con l’arco, pugilato e karate, posso dire di aver accumulato una certa dose di esperienza, ma sono perfettamente consapevole che NON è sufficiente. Ecco perché continuo a credere nell’ aggiornamento e nella continua condivisione e cooperazione sia per me stesso che per lo sport.

Premessa numero 2

Capirete bene, cari amici lettori, che dopo tutto questo, lo sport, la psicologia e la mente dell’ atleta…..è COSA NOSTRA.

Siamo noi Psicologi e Psicoterapeuti e Psicologi dello sport ad avere la visione più completa della mente umana, sia dell’ atleta che della persona, siamo noi i responsabili ed i curatori dell’ area mentale, in ogni ambito, siamo noi i professionisti specializzati che conoscono come relazionarsi prima con la persona e poi con l’atleta. Perché dietro quel ragazzo o quella ragazza che gioca in campo….c’è prima vostro figlio o vostra figlia.

Dopo queste premesse mi viene da sorridere quando incontro i cosi detti Mental Coach….per carità può darsi che tra di loro ci sia il nuovo messia….ma la vedo difficile. Come diceva anche il grande Alberto Cei, mio amico e insegnante, “sta poi alla persona capire l’importanza di affidarsi ad un professionista”.

Dobbiamo però fare un ultima premessa, in base alla legge Lorenzin (da poco in vigore) lo psicologo è passato sotto le professioni mediche e la sua professionalità ed unicità è stata riconosciuto in ogni ambito, In base all’ art.3 comma 6 D.43 è ESERCIZIO ABUSIVO DELLA PROFESSIONE MEDICA, sostituirsi ad uno psicologo o dichiararsi tale senza essere iscritto all’ albo e riconosciuto dal nostro ordine professionale, tale REATO è punibile con il carcere (fino a 18 mesi). L’ordine degli psicologi della regione Campania per garantire la salvaguardia di questo ha istituito dei responsabili in ogni settore, che tra i vari compiti, hanno anche quello di segnalare all’ ordine, che poi segnalerà alle relative autorità competenti, esercizi abusivi della professione. Il responsabile della psicologia dello sport in Campania è il sottoscritto. Referente al tavolo tecnico permanente della psicologia dello sport a Roma, insieme a tutti gli altri rappresentanti regionali.

Ecco perché ritengo sia importante fare finalmente chiarezza, cari genitori e maestri, diffidate dalle imitazioni, cercate on-line sulla pagina ufficiale dell’ ordine degli psicologi della Campania e de CNOP (Consiglio Nazionale Ordine Psicologi) se il “professionista” che segue vostro figlio o vostra figlia sia veramente chi dice di essere, sia almeno psicologo o meglio psicoterapeuta o ancora meglio psicologo dello sport.

Si gioca a Tennis, NON con la salute delle persone !

Dott. Luca de Rose

Psicologo e Psicoterapeuta

Psicologo dello Sport

2 Comments

  1. Federico Di Carlo

    3 settembre 2018 at 23:22

    Prego. Dott. De Rose,
    Mi spiega come mai, la federazione Italiana tennis, che ha demandato ai soli psicologi la possibilità di insegnare la parte mentale, definisce ancora la vostra figura come “mental coach”. Non pensa che sarebbe più corretto definirla area psicologica. Visto che il coaching è comunque nato dalla visione e dall’approccio di uno psicoterapeuta, non pensa che i confini dell’uno e dell’altro siano molto labili?
    Buon Lavoro
    Federico Di Carlo

    • Luca de Rose

      4 settembre 2018 at 15:56

      Gentilissimo Federico,

      La domanda dovrebbe farla alla Federazione Tennis non a me.
      Per quanto riguarda il demandare la formazione ai soli psicologi….anche qui c’è un errore.

      Per legge solo uno Psicoterapeuta (e vedo che lei conosce la differenza) può formare altri psicologi, perché possiede competenze e specializzazione di livello superiore.

      Infine io non penso assolutamente che ci siano “confini” (neppure molto labili) ma il coaching,life coach, mental training, o altri nomi contemporanei con cui è stato etichettato il lavoro dello psicologo e dello psicoterapeuta, meglio ancora dello psicologo dello sport………. Siano DI NOSTRA ASSOLUTA ED ESCLUSIVA COMPETENZA, non di sociologi, avvocati o ingegneri.

      Io figlio di un maestro di tennis, nato in un campo da tennis (letteralmente) e cresciuto a pane e tennis….non mi sono mai sognato di sostituirmi a Maestri o istruttori FIT per correggere errori o consigliare sull’ aspetto tecnico o tattico.

      Non faccio operazioni a cuore aperto perché non sono un cardio chirurgo e non costruisco palazzi perché non ho studiato ingegneria.
      Io faccio Lo Psicologo e Psicoterapeuta, specializzato in psicologia dello sport e l’area mentale è di mia competenza.

      Logico poi che tra i vari ruoli vi è cooperazione e scambio di idee, ma è importante che ogni ambito sia curato dal professionista specifico e non da un ingegnere, idraulico o avvocato (con il massimo rispetto per tutti) che ha fatto 1 anno di corso di coaching oppure 2 giorni…..e si spaccia per “Mental Coach” ovvero trova un modo diverso, per occuparsi di una cosa della quale non ha conoscenza ne consapevolezza.

      Spero di aver risposto in maniera chiara

      Dott. Luca de Rose
      Psicologo e Psicoterapeuta
      Psicologo dello sport

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *