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NOVAK DJOKOVIC: “IL TENNIS È DIVENTATO UN’INDUSTRIA, IL BUSINESS VIENE PRIMA DELLO SPORT”

Dopo il  match di secondo turno che lo ha visto opposto al francese Gael Monfils (uscito di scena col punteggio di 4-6, 6-3, 6-1, 6-3), Novak Djokovic ha tenuto l’usuale conferenza post gara nella sala stampa di Melbourne Park, dove è attualmente in corso il primo Slam dell’anno.

Ecco parte delle dichiarazioni del serbo, il quale si è soffermato su alcuni aspetti di questo sport dai ritmi sempre più elevati:

Sulle condizioni climatiche durante il match, andato in scena sotto un sole cocente, alla temperatura di 40°“Le condizioni erano davvero brutali, questo è sicuro. Intendo dire che per entrambi è stato molto faticoso. Forse ha faticato lui un po’ di più alla fine del secondo set e per l’intero terzo set. È stato lì che penso di essere riuscito a mettermi al comando della partita, eravamo 1 set pari.

Business prima dello sport: “Facciamo parte di un’industria. Il nostro sport è diventata un’industria, come la maggior parte degli altri sport globali. È più un business che sport. A volte non ci faccio caso, a volte non mi piace. Io gioco per il piacere di giocare, per pura passione, e ovviamente è una benedizione avere tutte queste grandi ricompense finanziarie. Allo stesso tempo, la cosa più importante per noi è la salute e ciò che succede dopo la carriera, dopo i 30-35 anni. Ci sono molti (ex) giocatori in difficoltà. Non riescono a camminare e correre. È qualcosa di molto complesso, e bisogna capire ciò che il giocatore attraversa”.

“Siamo in un mercato dove si aggiungono solo tornei. Non c’è modo per avere alcun tipo di discussione su una possibile stagione più corta. Aggiungiamo soltanto tornei ufficiali e non ufficiali. Sembra di essere sempre di fretta, dalla prospettiva del giocatore. Sei sempre costretto a giocare i tornei obbligatori, e c’è sempre una grande sfida perché devi difendere punti e se non lo fai ci sono conseguenze”.

“Fai parte costantemente, settimana dopo settimana, della dinamica a volte troppo veloce del nostro sport. Per carità, non voglio dire che non dobbiamo essere grati, ma potrebbero esserci delle discussioni razionali su regole imposte o su determinate cose che sono preoccupanti per il benessere del giocatore”.

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