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Naomi Osaka, pareri e riflessioni sulla vicenda

Naomi Osaka, pareri e riflessioni sulla vicenda e il ritiro

La vicenda di Naomi Osaka è un argomento particolarmente delicato che merita sicuramente di essere discusso con un’analisi approfondita e considerando tutti gli aspetti che ne riguardano. Facciamo il punto della situazione: riassumendo il tutto, le polemiche verso la giovane tennista giapponese hanno avuto inizio quando al susseguirsi della vittoria al primo turno, Naomi ha deciso di non presentarsi ai microfoni, saltando così la conferenza stampa a Parigi. Ciò ha avuto forti ripercussioni e fatto discutere molto, e una volta caduta metaforicamente nell’oceano della cronaca sportiva, Naomi è stata inghiottita in un sol boccone dalla stampa internazionale. Nel piccolo delle mie competenze mi piacerebbe esprimere un parere riguardo l’accaduto; ci tengo a sottolineare che la tennista in questione non mi è mai stata simpatica in campo, mentre sulla sfera personale non ho fatti per giudicarla nè mettere in dubbio la sua professionalità. Io sono Luigi, un ragazzo di Napoli, aspirante giornalista sportivo. Naomi, ha soltanto 8 mesi più di me, e il fatto che abbia un reddito decine di volte il mio, non fa alcuna differenza riguardo quello di cui stiamo parlando. Prima di esprimere il messaggio che vorrei trasmettervi, per evitare ulteriori polemiche, esprimerò la mia opinione nuda e cruda riguardo la polemica, da ‘freddo giornalista’ che deve accontentare il fermento dei lettori e la ricerca di negatività implicita ad essi:

Naomi Osaka ha sbagliato, su questo ci sono pochi dubbi. Non presentarsi a una conferenza è una totale mancanza di rispetto nei confronti in primis di chi svolge la mia aspirante professione, oltre che nei confronti di tutto il modo del tennis che principalmente si sorregge grazie a questo. Successivamente, dopo essere stata multata, avrebbe a mio parere potuto riottenere credibilità scendendo in campo e chiarendo il tutto nella successiva conferenza stampa, ma ha preferito attuare una condotta di evitamento precludendosi la possibilità di andare avanti, ritirandosi da questa edizione del Roland Garros. 

 

Fatta questa premessa però, vorrei lanciare un messaggio, che tutti dovremmo cogliere. La storia è principalmente ciò che ci insegna a non ripetere i nostri sbagli, io sono certo che Naomi di ciò ne sia consapevole; è stata multata, è stata punita e la vicenda si è chiusa, senza il necessario superfluo intervento dei polemizzatori. Il mio messaggio non è rivolto principalmente ai classici leoni da tastiera, i quali hanno la minima visibilità e non verranno mai letti dalla giapponese, ma è rivolto in primis a coloro che hanno una maggiore visibilità rispetto alla mia: l’odio, il clickbait, la critica, non è l’unico modo per fare propaganda giornalistica e ottenere successo. Naomi è una giovane donna, in costruzione, in crescita, esattamente come lo sono io, i suoi errori sono oggettivi ed è giusto sottolinearlo come è giusto non andare oltre senza conoscere la realtà dei fatti. Nonostante la poca simpatia in campo per la giapponese, provo una grossa empatia nei suoi confronti, in quanto sono stato spesso a contatto con la depressione, con l’ansia, con il panico e sono cose che combatto tutti i giorni, non è una cosa che nascondo, non me ne sono mai vergognato. Pian piano sto crescendo anche io e trovando consapevolezza nei miei mezzi, e il solo riflettere sulle imprese sportive della ragazza mi fa capire quanta forza abbia nel gestire problematiche del genere. Non è facile affrontare questo mondo, specie se hai 23 anni e il tuo lavoro ti mette così tanto sotto pressione, specie se devi essere l’esempio degli altri, e dimostrare che la pressione dentro e fuori dal campo non è mai un problema. Prima di andare oltre la semplice cronaca, in giudizi che non vi appartengono, soffermatevi sulla persona, guardate negli occhi i vostri figli, e prima di criticare la giapponese, assicuratevi che loro siano i primi a star ricevendo le attenzioni e l’esempio giusto; le insicurezze, i problemi mentali e la depressione, sono le malattie più pericolose, perchè al giorno d’oggi non sono ancora normalizzate e vengono nascoste, quindi ai vostri occhi, nel 2020 sono ancora prive di sintomi.

-Luigi Patroni Griffi

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