SpazioTennis

MELANIA DELAI ALLA SCOPERTA DELL’AMERICA: IN FLORIDA CON PISTOLESI PER GLI US OPEN E TENTARE IL SALTO FRA I PRO

Il sorriso che non la abbandona mai, anche dopo le sconfitte più dure da digerire.Il carattere, forte, come quello di mamma Monica. E la determinazione, quella che serve per sfondare. Questa è Melania Delai, 15enne fra le prime 100 del ranking Juniores e promessa del tennis italiano, lanciata all’inseguimento di un sogno chiamato professionismo.

Reduce dalla prima esperienza Major al Roland Garros Junior, e dall’infortunio che le ha impedito di scendere in campo a Wimbledon, Melania ha scelto l’America e Claudio Pistolesi per preparare al meglio la seconda metà di stagione, dove proverà a riscattarsi, in vista degli US Open, e a compiere il grande salto nel circuito maggiore.

— Attualmente ti stai allenando a Jacksonville, in Florida, assieme al tuo coach Alessandro Bertoldero e all’ex n.71 al mondo, oggi stimatissimo allenatore, Claudio Pistolesi. Ci racconti di come sei arrivata a prendere questa decisione?

Delai: “Siamo arrivati in Florida perché eravamo in contatto già da parecchio tempo con Claudio e secondo me ed il mio allenatore, Alessandro, questa programmazione era la più sensata per preparare il torneo di Washington e gli US Open, ed allo stesso tempo fare in modo che potessi trascorrere qualche settimana insieme al grande Pistolesi”.

— Al tuo arrivo negli Stati Uniti quali sono state le maggiori differenze che hai riscontrato con il modello e le strutture italiane?

Delai: “Secondo me in America è un altro mondo. Parlando di strutture, di campi, è tutto più grande. Ci sono molti più spazi a disposizione per allenarsi, come i campi pubblici dove mi trovo adesso e dove è sicuramente più facile allenarsi e programmare qualcosa. In Italia queste cose non esistono. Lo sport è per tutti, qui in America”.

— Credi che in America il tennis venga concepito in maniera diversa?

Delai: “Siccome sono appena arrivata, passo la parola al grande Claudio Pistolesi per parlare di tennis americano”

Claudio Pistolesi: “Sicuramente il tennis, come tutti gli sport, qui è concepito in maniera diversa specialmente perché è legato all’educazione, quindi alla crescita umana e culturale dei ragazzi. Lo sport è uno strumento eccezionale di crescita e questo è l’unico posto al mondo in cui i college, attraverso l’assegnazione di borse di studio, riconoscono il grande merito sportivo dei ragazzi che si esprimono ad alto livello in campo e a scuola. In qualità di coach credo che questo sia il modo migliore per formare un atleta di alto profilo”.

— Allenarti all’estero, in particolare in Florida, è sempre stato il tuo sogno più grande. Adesso che lo stai vivendo, pensi di tornarci spesso?

Delai: “La collaborazione con Claudio continuerà anche dopo gli US Open. Farò la preparazione invernale qui e magari anche qualche torneo americano insieme ad eventi Pro. Mi sto trovando molto bene in Florida, sia logisticamente che con il team. Insieme ad Alessandro e Claudio sto alzando il livello”.

— Quest’anno stai muovendo i primi passi anche a livello Major: al Roland Garros la tua prima esperienza in un torneo del Grande Slam. Cosa hai imparato dalla settimana a Parigi? L’idea di un palcoscenico così grande ti ha intimorito inizialmente?

Delai: “È stata un’esperienza fantastica, sicuramente ci sono state tantissime emozioni. Ho visto tantissimi giocatori: mi sono allenata fra Del Potro, Nadal, Isner, Halep, Keys… potrei andare avanti all’infinito. È stato bellissimo. Al primo turno di qualificazioni ho disputato un match discreto, ero abbastanza soddisfatta. Nel secondo, invece, mi sono fatta prendere un po’ dalle emozioni essendo al primo Slam, mentre la mia avversaria ha giocato bene”.

— Prossima tappa: New York. Dopo essere stata costretta a ritirarti dai Championships, gli US Open offrono un’occasione ideale per riscattarti. Con quali propositi ti presenti a Flushing Meadows?

Delai: “Peccato per Wimbledon, ci tenevo un sacco a giocare sull’erba… Avevo fatto anche una grandissima preparazione, infatti ci tengo a ringraziare tutti i ragazzi di Gaibledon, il Parco Sicurtà che mi ha ospitato e anche il grande Simone Baldini che mi ha fatto da sparring. Ora mi sto preparando con il mio coach e Claudio, insieme stiamo cercando di migliorare giorno dopo giorno per preparare Washington e gli US Open. Darò il massimo come sempre e speriamo vada bene!”

Arianna Nardi.

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *