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LUCA DE ROSE E LA PSICOLOGIA DELLO SPORT: Atleti se mollate adesso lo rimpiangerete per il resto della vostra vita

Sta volgendo al termine questo anno olimpico, che di olimpico non ha avuto proprio nulla, è stato un anno molto duro, pieno di privazioni e sacrifici e mentre il governo e gli italiani tirano il bilancio, noi come sempre ci preoccupiamo di quello che abbiamo perso, di quello che lo sport ha dovuto sacrificare, del danno psicologico e della sofferenza mentale alla quale hanno dovuto far fronte i nostri atleti, non solo tennisti.

Cosa fare allora ? Come riuscire a rialzarsi ? Quando sembra che tutto sia perduto.

Lo abbiamo chiesto al Dott. Luca de Rose Psicologo e Psicoterapeuta, specializzato in psicologia dello sport, nonché preparatore mentale delle atlete dell’ Italia Team delle nostre nazionali di Scherma, Karate e naturalmente Tennis. Docente di psicologia dello sport presso l’università Parthenope di Napoli e consulente fisso della nostra rubrica.

 

Ciao Doc, bentornato

Ciao Silver, grazie come sempre per questo spazio e queste occasioni di confronto

 

Dal punto di vista sportivo come è andato questo pseudo anno olimpico ?

Beh…è stato una bella sfida, che non è finita ancora e che purtroppo ci vedrà ancora impegnati per il 2021, che credo sarà molto simile al 2020. Ma è stata anche una grande occasione, per noi tecnici, per tutti gli atleti e le atlete che ho il piacere di allenare…e non solo, è stata un occasione di crescita e di riscoperta. Ci troviamo di fronte ad un evento unico nella storia, pandemia a parte, per la prima volta le olimpiadi, che lo ricordiamo, venivano svolte anche in tempo di guerra con la famosa tregua olimpica, quest’ anno non si sono svolte. Se dovessero svolgersi nel 2021 (e non a caso uso il condizionale) per la prima volta avremmo 2 olimpiadi nel quadriennio, infatti quelle del 2024 sono già state confermate. Sembra una sciocchezza questa per i non addetti ai lavori, ma le atlete sono delle macchine tarate sui quadrienni olimpici e programmare due olimpiadi, in un solo quadriennio, credimi, non è facile. Durante quest’ anno però, questa pandemia ci ha fatto capire molte cose, sia di noi stessi, sia di ciò di cui siamo capaci, ma soprattutto di quanto possiamo essere forti, quando essere forti è l’unica scelta che ci rimane. Al di la delle frasi fatte. Durante quest’ anno ho sentito che il legame tra me e le mie atlete ed atleti che seguo è diventato più forte, anche se non ci siamo potuti allenare (e quindi svolgere il nostro lavoro) abbiamo curato molto di più il lato umano, ci siamo scritti, video chiamati, telefonati, molto più del solito e molto più a lungo del solito, insomma ho sentito tutti veramente molto vicini, in alcune volte devo dirti hanno sostenuto loro me, quando la notte sembrava più buia. Questo mi ha ricordato che siamo veramente una famiglia e che non c’è nulla che insieme non possiamo ottenere. Ci ho tenuto a sottolineare che per queste ragazze e ragazzi, l’allenamento è il loro lavoro perché troppo spesso si sta facendo confusione, con i vari dpcm, credendo che l’allenamento sia un passatempo, un gioco, un divertimento. Non è cosi, è bene ricordare che come qualsiasi persona la mattina si sveglia e va a lavorare, cosi le atlete ogni mattina si preparano e dopo la loro lezione in DAD, svolgono il loro lavoro, non vanno a giocare. Voglio ricordarlo questo perché se vedete un atleta per strada che corre o che si allena, non sta giocando…sta lavorando. Vorrei ricordarlo anche a tutte le forze dell’ ordine che quotidianamente svolgono il loro lavoro con eccellente preparazione ed a tutte quelle persone che tendono ad essere sgarbate (per usare un eufemismo) nei nostri confronti, definendoci addirittura untori e responsabili del contagio.

 

Quali sono state le difficoltà che hai riscontrato maggiormente nella preparazione mentale ?

Come sai bene Silver, il mio è un metodo pratico di lavoro, io lavoro in campo con gli atleti, la psicologia dello sport non è la psicologia clinica, bisogna chiarire questa differenza. Naturalmente essendo esercizi pratici i miei, tesi a migliorare l’attenzione, la concentrazione, il contatto, volti a lavorare sul controllo dell’ aggressività e sulle emozioni, si tratta di un vero e proprio allenamento mentale da fare, pratico. Il cervello è un muscolo e va allenato, cosi come si allena il fisico (i miei colleghi metodologi dello sport mi perdoneranno quando dico che il cervello è un muscolo) ma lo faccio per rendere meglio il concetto. È stato difficile quindi continuare i nostri allenamenti, tra un dpcm e un ordinanza, ho trovato difficoltà soprattutto con gli sport di contatto e nelle sale d’armi di scherma. Come ti dicevo ho investito molto sul lato umano quest’anno, ho riscontrato un grande bisogno di ascolto e di “sfogo” da parte delle mie atlete che si sentivano di fatto derubate di un sogno, spaventate, confuse, arrabbiate. In molte, non ti nascondo, mi hanno detto di voler mollare, la frase ricorrente era questa…”che mi alleno a fare cosi poco, tanto vale lasciare” oppure  “allenarmi a casa non serve a nulla, non “sento” l’allenamento, che mi alleno a fare”. Mentre da un lato purtroppo devo confermare che gli allenamenti “casalinghi” o intermittenti, non danno sicuramente gli stessi risultati della nostra programmazione iniziale. Dall’ altro però devo sottolineare un aspetto molto importante, che deve essere impresso a caratteri di fuoco nella mente di tutti gli atleti, SE MOLLATE ADESSO VE NE PENTIRETE PER IL RESTO DELLA VOSTRA VITA. Vedi Silver, ho sempre creduto nella frase, l’importante non è vincere ma partecipare, ma non per il mero senso popolare di fratellanza e divertimento, assolutamente no.

Lo sport è competizione, le nazionali sono selezione e fame di vincere,  assolutamente no, per me quella frase significa altro, significa che non conta tanto la vittoria (certo quella è il nostro obiettivo) ma ciò che conta veramente è battersi, ciò che conta veramente è la lotta, il gridare a testa alta, contro le avversità della vita, IO NON MOLLO, il rimanere fermi, affrontando la tempesta… e se ci riesci, tramutarti tu stesso in tempesta contro le difficoltà. Questo significa crescere, diventare uomini e donne in grado di affrontare qualsiasi problema, in grado di guardarsi indietro ed essere orgogliosi della propria vita, ma non solo perché si è vinto, ma perché si è combattuto, con onore, sacrificio ed entusiasmo. Queste sono le atlete che ho il piacere di allenare, queste sono le persone che voglio vedere domani.

Mollare (oltre ad essere un termine che non rientra nella mia conoscenza linguistica) è rinunciare a se stessi, non alla vittoria, che per inciso per me, da coach, è secondaria, ma significa appunto rinunciare a se stessi, rinunciare a ciò in cui si è creduto, rinunciare a ciò per cui ci siamo battuti e tradire i sacrifici fatti sino ad ora.

Quando mi veniva detto più volte, voglio mollare, voglio lasciare perdere, oppure …coach pensavo di prendermi una pausa vista la situazione, che è solo una maniera più gentile di dirlo. Il mio compito non era solo ricordare alle atlete e  atleti cosa avevamo costruito insieme fino ad ora, ma anche quello di ricordare alla persona chi era, cosa stava facendo e perché lo stava facendo, non per la vittoria ma per battersi fino in fondo…e se fai questo caro Silver…che vada bene o male, hai vinto comunque per me.

 

Grande Coach…emozionante ascoltarti. Adesso cosa succederà ?

Come state programmando questo nuovo anno olimpico ?

In verità, non stiamo programmando. È cosi strano per me dirlo, ma è l’unica cosa sensata da fare, cioè muoversi alla giornata. Molte federazioni non hanno ancora confermato il calendario gare per il 2021, inoltre escono nuovi positivi asintomatici tra gli atleti e quindi non puoi programmare neppure quasi un ritiro di nazionale o altro, perché da 40 le atlete passano a 3 e non si fa più nulla. Poi ci sono i continui dpcm e nuove ordinanze, che non consentono di sapere se potremo usufruire di palestre e piscine, vero che noi possiamo comunque usufruire degli impianti a porte chiuse, ma non è facile trovare piscine o palestre che aprono per pochi atleti di interesse nazionale, ci restano i centri olimpici, dove però per alcuni di noi è difficile arrivare, spostandosi tra regioni. In tutto questo, siamo in piena fase di rinnovo cariche federali e del c.o.n.i., con la fine del quadriennio olimpico infatti ci sono le votazioni, anche se non ci sono state le olimpiadi, il che non ha permesso a tecnici ed atlete di mostrare i risultati del lavoro fatto in questi 4 anni. Insomma la situazione è un po’ ingarbugliata. Come sempre però da veri sportivi, cerchiamo di rispettare tutte le regole e di attenerci scrupolosamente alle norme igienico sanitarie. Ma ci muoviamo giorno per giorno.

 

Coach cosa ti senti di dire a tutti i ragazzi e ragazze che escono da un anno cosi difficile, non solo gli atleti.

 

È stato un anno veramente molto duro, la vita dei nostri giovani aveva poche cose, scuola, sport, amici e gli sono state tolte tutte e tre. Dobbiamo però ricordarci innanzitutto che il nemico non è il genitore, il coach, l’insegnante o qualsiasi altra persona cerchi di aiutarvi, il nemico è il virus. Non dovete sfogare la vostra giusta rabbia, contro chi è nella vostra stessa situazione, ma dovete cogliere questa occasione ed afferrare la grande opportunità che vi sta dando. Vedi Silver questa pandemia sta dando alle giovani generazioni una grandissima opportunità, quella di capire che le occasioni nella vita, nello sport, sono treni che passano e che non tornano mai più.

Quando tutto questo sarà finito, vorrei dire ai nostri giovani di non dimenticare, si perché le persone tendono a dimenticare purtroppo, ma di ricordare cosa stanno passando, la sofferenza, le mancanze, la rabbia di non poter fare le cose. Tenetele strette a voi e ricordatele molto bene, perché queste saranno la molla che vi spingerà a provarci sempre in futuro, a chiedere a quella ragazza o a quel ragazzo che vi piace di uscire magari, oppure ad avere il coraggio di giocare un altro scambio in campo nei momenti difficili, oppure di abbracciare un amico o i vostri nonni, di farvi una passeggiata, di sostenere un idea, un progetto, di avere la forza di fare ciò che avete sempre rimandato. Perché state avendo una grande lezione, un qualcosa che a noi atleti lo sport ha sempre insegnato. Ogni giorno è unico ed è un occasione per rivoluzionare la vostra vita completamente. Abbiate quindi il coraggio di vivere fino in fondo i giorni che vi aspettano.

 

Grazie Luca è sempre un piacere ascoltarti, che dire  forza azzurri dell’ Italia Team e ci vediamo a Tokyo 2021 ?

 

Per adesso un passo alla volta, pensiamo a costruire giorno per giorno, la strada per Tokyo è ancora molto lunga, ma posso assicurarti che mai come questa volta …MAI COME QUESTA VOLTA abbiamo fame di impossibile

 

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