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L’EDITORIALE DI ST: I TEMPI CAMBIANO E FINALMENTE ANCHE LA CAMPANIA RIALZA LA TESTA

I tempi sono cambiati e l’ingenuità speranzosa dei genitori che vorrebbero vedere campioni della racchetta i figli ha lasciato il posto ad un avveduto pragmatismo. Molto ha contribuito anche il lavoro giornalistico di questa redazione, attenta alle dinamiche del campo e non certo a quelle dei maestri politicanti in prestito al tennis. “Potenti”, come sono soliti autodefinirsi, perchè amici o portaborse di qualche dirigente della capitale, quindi investiti di quella autorità grazie alla quale ridisegnano gli assetti dei comitati regionali. A piacimento, vista l’abbondante disponibilità di manichini. E con l’ausilio di una stampa complice, che vive di banchetti offerti nei circoli cittadini e che non esita a far passare per Wimbledon vittorie di quartiere (attenzione, anche quelle dignitosissime ma non certo da Grande Slam). O a scrivere su testate importanti di premi “mondiali” insigniti a coach equiparati a Bollettieri, Edberg o Sanchez. E’ chiaro che la cosa risibile non può reggere.

I tempi sono cambiati, dicevamo, così i più audaci tra gli uomini di tennis hanno preso ad organizzarsi anche in Campania. Come auspicato fino alla nausea da queste colonne. C’è fervore ovunque e voglia di lavorare in autonomia perchè finalmente i risultati (l’unica cosa che conta, proprio come i numeri) non devono passare al vaglio di “selezionatori” improvvisati  (quelli che poi convocano nelle varie rappresentative e quelli che invece determinano le griglie dei notiziari). Spaziotennis ha raccontato questo percorso verso l’indipendenza di un sistema condizionato fino all’inverosimile, reticente e ingolfato, in una sola parola spaventato. D’altronde la protervia e l’arroganza, se non basate sui fatti, sono destinate prima o poi a dissolversi, proprio come il più classico dei castelli di sabbia. E questo affondo ha come riferimento un unico personaggio, quello erroneamente convinto che la politica non cambi faccia e che i corsi storici abbiano unica direzione. Pessima convinzione.

Per ogni accademia della crusca (attenzione, non quella degli italianisti) che si svuota ci sono almeno due-tre situazioni valide che si definiscono. I tabelloni dei tornei lo dicono a chiare lettere. Lino Sorrentino e Marco Valletta stanno raccogliendo tanti reduci-delusi e desiderosi di crescere. L’Atheneo di Paolo La Cava ha un’identità ben precisa che rifugge pettegolezzi e perdite di tempo. Carlo Rombolà fa sul serio, proprio come i ragazzi che segue a Capodimonte. E qualche sorpresa potrebbe venir fuori nella prossima primavera. Enrico Fioravante, Fabio Tenneriello e Davide Avino hanno restituito la vita al Margherita di Acerra. Peppe Fusco, i Tricarico e Pietro Martellotta li apprezziamo perchè alle chiacchiere e agli slogan da villaggio turistico preferiscono il lavoro. Nel salernitano Mario Galietta e Paolo Bianchini stanno organizzando qualcosa di davvero importante, così come da anni Vittorio Vecchiarelli in terra irpina. Questo è il bene del tennis, non certo l’inseguimento folle a incarichi federali o a riconoscimenti imprenditoriali che nel campo, quello in terra o in cemento, non hanno accesso.

Ah, a proposito di numeri: quelli dei siti internet liberi e dei social sono molto indicativi. Il gradimento raccolto in un anno da questo portale è lo stesso che ha bocciato il sistema malato.

Ora è giusto voltare pagina e pensare a lavorare, per il bene dei ragazzi e del movimento nostrano.

Silver Mele

4 Comments

  1. roberto cappa

    22 settembre 2017 at 12:45

    Grande Silver. Finalmente qualcuno che ha il coraggio di chiamare le cose con il loro nome e cognome.
    Occhio che in questo mondo ed in questa Regione l’ipocrisia regna sovrana e chi ha il coraggio di dire la verità viene mal visto e spesso additato.

    • Silver Mele

      22 settembre 2017 at 22:42

      Ce ne faremmo una ragione carissimo maestro. Io davvero non voglio niente dal mondo del tennis, non devo viverci. Avrei potuto farlo quando anni fa, era il 2000, a Fuorigrotta feci l’esame per istruttore FIT di primo grado. Con il grande maestro Alberto Sbrescia. I mesi prima li avevo trascorsi allenandomi e soprattutto facendo da sparring a fenomeni come Starace, Ferrillo, Di Vuolo, Carrese e Formisano; con Ilario Volpe preparatore fisico. Un periodo bellissimo. Come potrei dimenticare il mio primo, immenso maestro Mimmo Santonastaso: eccezionale, l’alter ego del tennis “insegnato”. Non ha retto al sistema, quello di nuova generazione: eppure i suoi metodi farebbero secondo me ancora bene. Ecco, un po’di quella passione ci vorrebbe. Penso davvero che l’unione faccia le fortune di qualsiasi movimento. Penso altresì che l’unione passi inderogabilmente dal rispetto tra le parti. Senza furberie, arroganza, prevaricazioni o dispetti maligni. Ad ogni modo ognuno è liberissimo di scegliere la propria strada, il tempo dirà per tutti. Speriamo il meglio per il nostro tennis.

      • marco van basten

        29 settembre 2017 at 12:04

        carisimo silver vorrei dire qualcosa in piu sullecose giustissime da lei scritte . una volta si diceva se diventi b4 diventi maestro (per la cronaca diventare b4 era come il 24 di adesso per i genitori e tennisti neofiti e contemporanei)invece da 15 anni a questa parte diventa maestro il preparatore atletico l’istruttore di nuoto il raccattapalle e gioco forza al contrario di altre nazioni con tecnici tutti ex tennisti non caviamo un ragno dal buco. la campania ela massima espressione di tutto questodove fino ai 14 anni abbiamo i migliori tennisti d’italia e dopo quando entrano in campo spese trasferimenti e l’aiuto decisivo i poveri maestri fenomeni che hanno creato questi ragazzi non hanno aiuti e cosi come i genitori che non hanno proprieta o belle mamme .poi vedi ai tornei internazioneli under quando non sono rimasti piu giocatori italiani presentarsi i vari tecnici a fine torneo con le loro belle tute sorridenti e non sanno neanche il torneo come sta andando . caro silver ci sono manichini perche non sono mai stati giocatori e quindi per loro e un sogno essere manichini. percio siamo bloccati e non si va avanti da trent’anni. saluti e non mi firmo per il semplice motivo che sono un maestro che ha disseminato diversi 61 61 in giro per lacampania per l’italia e per ‘l’europa quindi qualcuno potrebbe non avere il coraggio di guardarmi negli occhi per paura che riprendo la racchetta inmano o produco altri 4campioni italiani juniores .

        • Silver Mele

          3 ottobre 2017 at 23:46

          Caspita, io ho capito benissimo chi sei maestro. Un abbraccio fortissimo!!!

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