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LA TRATTA DELLE BIONDE, IL PODESTA’ DI SALERNO E GLI ASPIRANTI BAGNINI: IL VOTO LIBERO LI SPAZZEREBBE VIA TUTTI…

C’è un codice sacro per il giornalista: dire sempre la verità e tenere la schiena diritta. Andando decisamente oltre quelli che potrebbero essere gli interessi e i benefici personali. Non avessimo sposato in maniera inderogabile questi due dettami probabilmente oggi ci troveremmo comodamente seduti in qualche redazione figlia della lottizzazione. Il progetto spaziotennis.it è qualcosa che ci gratifica profondamente, alla luce dei consensi provenienti da ogni regione d’Italia. Chi in precedenza aveva fatto finta di non vedere dinamiche distorte è stato clamorosamente sconfessato e la facoltà di denunciare finalmente sdoganata.

Ecco, spaziotennis.it è figlio delle testimonianze raccolte in Campania, giorno dopo giorno, nell’ultimo anno e mezzo in cui il tennis nostrano non ha potuto più mascherarsi. Ebbene, semplici lettori ma anche dirigenti dei circoli si sono attrezzati, raccogliendo il nostro invito a registrare (video e telefonate), a pochi giorni dal voto per il rinnovo del Consiglio Regionale FIT, dinamiche o metodi poco consoni alla trasparenza che ci si dovrebbe invece attendere in una fase tanto delicata. Grazie al loro contributo possiamo rendervi conto di quanto purtroppo ancora succeda, tra minacce velate ed altre spudoratamente tese ad intimorire l’elettore. In quanto cronisti tuteleremo la privacy degli impavidi collaboratori, senza esimerci tuttavia dal fornire eventualmente il nostro contributo agli organi di giustizia federale.

Partiamo innanzitutto dagli errori cronici del sistema, quello che consente a pochi privati di gestire a piacimento l’interesse pubblico dello sport. E che in buona sostanza ha causato il collasso dell’ultimo Comitato Regionale guidato dal presidente Giovanni Improta. 

  1. Categoria dei maestri e degli arbitri regolarmente sottomessa al ras di turno;
  2. Addetti alla comunicazione federale scelti dall’associazione privata in questione con successiva omologazione dei comunicati in base agli interessi della suddetta associazione e non dell’intero movimento;
  3. Nomina dei capitani delle rappresentative regionali non certo in base a meriti e competenze ma solo all’appartenenza;
  4. Conseguenti convocazioni dei ragazzi spesso condizionate da interessi privati;
  5. Scelta e assegnazione dei tornei/raduni e delle manifestazioni più importanti in base agli interessi privati;
  6. Tentativo più volte naufragato di censura nei confronti della nostra informazione, totalmente libera e scevra da condizionamenti.

La lista della successione contempla ovviamente l’idea della continuità rispetto al tragicomico corso conclusosi senza l’ufficialità delle dimissioni del presidente e con il trasferimento della sede del Comitato Regionale a Benevento. Non ne faranno parte le menti pensanti di Giovanni Improta, Stefania Crimaldi e del salernitano Pagnotta, rimpiazzati seguendo prevedibili criteri di scelta.

L’alternativa guidata da Arturo De Matteo ha di fatto già vinto, prima ancora del voto. Perchè è epocale il fatto che ci si esponga finalmente, interrompendo l’era della paura condizionante. Per proporre semplicemente un tennis che sia di tutti e in cui a prevalere possa essere la meritocrazia. Naufraga l’idea di far trapelare l’immagine di una Campania unita e diviene d’obbligo per i conservatori far ricorso alle armi solite, subdole ma testimoniate dai nostri lettori. Un pò come le novelle del Decamerone di Boccaccio, ecco di seguito i casi accertati. Nei quali chiaramente i protagonisti andranno a riconoscersi prontamente.

COME LA TRATTA DELLE BIONDE SULL’ASSE PER BARI : che il momento in Campania sia delicato lo si evince dal fatto che a scendere in campo siano stati direttamente personaggi con galloni federali di primo piano, appartenenti sempre alla categoria dei maestri. E con terminologia adeguata: “Caro maestro, sarebbe auspicabile che lei lasciasse la delega sul tavolo. Passiamo poi noi a ritirarla…”. Il maestro-gestore del noto circolo napoletano, infastidito dal tono della richiesta, tutt’altro che amichevole, non ha esitato a rispondere: “Ma lei maestro come si permette? Per espressa volontà del nostro direttivo la delega non la lasciamo a nessuno, piuttosto ci presenteremo il 5 maggio in assemblea per votare. Mi stia bene, da lei non ci aspetteremmo queste cose…”.

A SALERNO E’…NOTTE FONDA: la provincia di Salerno è fucina di idee, pertanto difficile da addomesticare al credo di chi vorrebbe un tennis acefalo nella nostra regione. Qui impazza un personaggio molto simile al podestà impersonato da Gianni Agus nel classicissimo “I due marescialli” con Totò e Vittorio De Sica. Le sue telefonate, prontamente registrate, sono ormai dei cult della comicità maldestra. “La Federazione mi ha indicato come unico addetto a ritirare le deleghe (ma il voto non è nel tennis pratica democratica? Chissà cosa ne penseranno a Roma…), mi aspetto la vostra disponibilità immediata”,  ripeteva qualche giorno fa ad un maestro ed ex talentuoso giocatore, poco incline a concederla. “Siete padri di famiglia e non vorremmo che dopo aveste problemi. Ma se non vi allineate…” concludeva l’anacronistico podestà. Forse consapevoli di aver esagerato o forse per mera strategia, a distanza di pochi giorni la nuova telefonata era quella del Signore delle Terme, sempre allo stesso gruppo di maestri dissidenti: “Ho detto al podestà di smetterla di minacciare, mi aspetto che voterete per noi. D’altronde a chi se non a voi assegnerei la guida del settore tecnico in provincia di Salerno?”. Evviva il voto libero…

DOV’E’ LA STRADA PER LE TERME? HO IL CORSO DA BAGNINO…: ci spostiamo nel nolano e qui il fatto è ulteriore conferma di quanto raccontato per oltre un anno su spaziotennis.it. Ad un maestro-gestore poco, anzi per nulla disposto a concedere la delega il Badante delle Terme sussurrava con l’arcinoto garbo delle sue maniere: “Ma tu non hai due aspiranti maestri al circolo? Lo sai che il corso si tiene da noi, come potremmo poi comportarci?”. Ci ha giurato il povero elettore che, lo avesse avuto tra le mani, probabilmente non gli avrebbe lasciato scampo. Gli interessi del circolo, agli occhi di chi di questo vive, va ben oltre le battaglie ideologiche, seppur sacrosante. Come dar torto a questo povero amico.

Insomma, il quadro è compromesso e, cosa più grave, fatti come quelli raccontati sono di pubblico dominio nella regione in cui il tennis fa maledetta fatica ad affrancarsi da logiche perdenti. Ma fruttifere a pochi. 

Chi può scegliere perchè libero e rispettoso di se stesso lo faccia: ricacciando personaggi come questi, registrandone le violenze (come fatto da quanti ci hanno recapitato i messaggi), andando in assemblea il 5 maggio per votare. E per ridergli in faccia: in caso contrario il fare omertoso avrà reso nuovamente tronfi i venditori di fumo. 

2 Comments

  1. lorenzo minotti

    27 aprile 2018 at 15:02

    condivido

  2. lorenzo minotti

    27 aprile 2018 at 16:50

    Lo scenario che dipingi, come quello che qualcuno mi racconta, è squallido, condito di pressioni, minacce e ricatti e farcito con la discesa in campo di personaggi, non meno squallidi, che rivestono cariche di rilievo a livello nazionale.
    Il Signore delle Terme, però, è troppo dritto ed il lavoro sporco lo fa fare agli altri. Lui interviene ed interverrà, con paterna saggezza, a distribuire qualche briciola anche ai più riottosi, purchè si ravvedano e si convertano alla causa.
    A Salerno, provincia storicamente poco incline alla piatta uniformità, bisogna intervenire con decisione e durezza. E’ sceso allora in campo il Grande Manovratore Salernitano, indicando chi, come, dove e quando. Apprendo che il Maresciallo è passato a funzioni superiori: da apriporte, in livrea, del Grande Manovratore, a bravo manzoniano. In fututo potrebbe finanche ambire alla carica di yesman in Comitato, essendo improbabile lo sgorgare di pensiero autonomo.
    Mentre gli sgherri completano il loro compito di raccolta ed il Signore delle Terme tenta l’acquisto di quelli insensibili agli altri mezzi di convincimento, il Nano Nero supervisiona a che tutto vada per il meglio, dando il suo contributo quando serve.
    La cosa più comica, se non fosse tragica, è che tra minacce, ricatti ed acquisti, nessuno pensa di dover convincere gli elettori della correttezza dell’opera fatta e della bontà dei programmi futuri.
    Convincere qualcuno che ci sia un programma migliore, o solo apprezzabile, non rientra nella previsione della guida pratica alla raccolta delle deleghe!

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