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LA STORIA DI FARAFUNNI, CARTAFAUSA E MAFIAMUTA: C’E’ DAVVERO CHI STA PEGGIO DI NOI! SARO’ EGOISTA…MA ORA STO MEGLIO

Il risveglio di questa mattina e la successiva rassegna stampa internazionale mi hanno tranquillizzato. Certo, non è mai bello leggere di devianze e tendenze all’imbroglio, ma quando credi che lo sport campano abbia toccato il fondo, è proprio allora che apprendere di chi sta peggio egoisticamente ti consola. La storia che mi è balzata all’occhio è quella di una cittadina ai confini con il Gambia, Farafunni, piccolissima per dimensioni, in proporzione adeguate a quelle del piccolo stato che lambisce. Per un viaggiatore interessato all’Africa questa zona è un’ottima destinazione: possiede un eccellente litorale, una fitta foresta nell’entroterra, un fiume circondato nelle sue sponde da mercati e pescatori, perfino un impianto termale che proprio a Farafunni attrae una moltitudine di turisti dello sport. Affascinati dalla leggenda popolare, tramandata perfino in Europa, di poter diventare campioni nelle varie discipline semplicemente bevendo l’acqua che sgorga dalle fonti miracolose di Spasticus. Tutto solo se accompagnato dal cospicuo esborso di tanti Dalasi (è la valuta gambese, suddivisa in 100 bututs). E’ in prossimità delle sacre fonti che sorge ormai da qualche decennio un Ateneo del Tamburello capace di sfornare nel tempo una moltitudine di maestri e istruttori, arbitri e aspiranti giudici di linea, campioni del lancio del tappo di bottiglia e funambolici quanto inarrivabili esperti della frottola (gli statistici assicurano che nessun altro posto può vantare nel continente nero una percentuale di bidonisti prossimi a quelli di Farafenni). Al punto che, essendo divenuto questo il business principale sul territorio, vera e propria fonte di sostentamento per la popolazione, quella che noi in Campania definiremmo “trastola” è divenuta parola d’ordine per i plagiati uomini del settore. I ragazzini sin da piccoli sono educati al culto del dio Buzzurro: ispirandosi ai modelli dei santoni Cartafausa e Mafiamuta (cui l’ufficio stampa di Farafunni attribuisce capacità e facoltà davvero divinatorie, soprannaturali) si adoperano in danze tribali con il tamburello. E non c’è traccia alcuna di competizione! Le fonti miracolose emettono direttamente risultati, vincitori, classifiche: tutto naturalmente commisurato alla facoltà di spendere Dalasi. Il fenomeno di Farafunni è divenuto perfino sociologico, degno di ricerca e attenzione da parte degli studiosi. Quella che noi chiameremmo “trastola” è divenuto perfino codice etico: chi si permette soltanto di pensare al rispetto delle regole viene messo al bando e condannato all’esilio. La cronaca racconta di arbitri mandati al rogo per aver inteso far giocare partite ma anche di atleti forti per davvero strappati alle tribù d’appartenenza in nome di quella che Cartafusa e Mafiamuta chiamano “condivisione”. Per la serie tu fai il lavoro e io ne prendo i benefici perché le sacre fonti di Spasticus dicono questo e a fine anno fruttano altri Dalasi, quelli che cadono come pioggia per “meriti sportivi” (ndr il lettore può sorridere…o magari piangere). E i gonzi abboccano mentre gli altri, i finti fessi, si accodano in stato di sottomissione per l’umana aspirazione ad un privilegio che li renda celebri nella terra di Farafunni, florida e pingue. Il dolo, risulta ai cronisti che hanno indagato, talmente ben radicato che se solo qualcuno dovesse maturare l’idea di raccontare le dinamiche e svelarle al mondo esterno il sistema di Farafunni si attrezzerebbe senza disdegnare dinanzi ai giudici false testimonianze e ogni forma di violazione di quel codice che in qualsiasi altra parte del mondo sarebbe normalmente giusto. E non c’è vergogna, cosa altrettanto stupefacente, anzi i dirigenti del tamburello sono soliti glorificare i Santoni, esempi irreprensibili di come si possa nella vita, senza meriti alcuni, risultare perfino più in gamba dei poveri fessi che invece le regole le rispettano. Tutti, anche questi ultimi, convertiti al culto buzzurro.

Ecco amici, sarò egoista, ma leggendo le cronache gambiane stamattina ho tirato un grosso sospiro di sollievo. Talvolta ci si lamenta di qualche piccolo imbroglio nostrano senza pensare a chi in realtà sta molto peggio. Grazie al cielo Farafunni è lontanissima e la nostra Campania salva, ancora una volta salva.

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