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INTERVISTA ESCLUSIVA ST AD ANDREA VAVASSORI: “SOGNO DI DIVENTARE GRANDE IN DOPPIO”

Abbiamo sentito in esclusiva il 23enne Andrea Vavassori, attualmente classificato numero 127 ATP in doppio e 454 in singolare, e abbiamo parlato di vari argomenti interessanti: delle novità del circuito 2019 (Transition Tour in primis), della sua carriera ormai principalmente focalizzata sul doppio, del suo avvicinamento al tennis e molto molto altro.

ST: Ciao Andrea! Che piacere sentirti, innanzitutto raccontaci com’è nata la tua passione per il tennis e a quanti anni ti sei affacciato a questo sport.

AV: Ciao a tutti! Ho iniziato a giocare a 3 anni, mio padre è maestro di tennis e ha cercato di avvicinarmi fin da subito a questo sport, man mano che crescevo è cresciuto anche il desiderio in me di poter fare il tennista come professione. Mi sono sempre allenato con papà tranne per una breve ma importante parentesi al Centro Tecnico Federale di Tirrenia, durata circa un anno e mezzo, che mi è servita molto per crescere e migliorare e nella quale ero sempre in contatto con lui sebbene fossi seguito da altri tecnici.

ST: Per chi non ti avesse mai visto giocare, che giocatore sei? A quale colpo ti aggrappi nei momenti di difficoltà?

AV: Sono un giocatore che ama gli scambi rapidi, servizio e dritto sono indubbiamente le basi del mio gioco, intorno agli 11/12 anni ho cambiato il rovescio da bimane a quello a una mano per facilitare lo slice e le variazioni.
Mi sono sempre ispirato a giocatori aggressivi da fondo campo, Pat Rafter era l’idolo di mio padre ed è diventato anche il mio punto di riferimento, attaccante e amante del serve & volley.

ST: Sei reduce da una lunga e bella trasferta americana, dove hai giocato numerosi Challenger a partire dai primi di gennaio, sbirciando dai tuoi profili social si può dire che sei riuscito anche a visitare in lungo e in largo gli Stati Uniti, cosa che si dà per scontata ma che spesso non si riesce a fare quando si è tennisti professionisti. Che esperienza è stata per te?

AV: Beh, diciamo che è stato molto bello, sono riuscito a far combaciare allenamenti e tornei e visitare gli Stati Uniti. E’ una cosa che sognavo fin da piccolo e che ho fatto proprio grazie al tennis, sono stato in Florida, poi in Ohio e nel periodo di spacco tra un torneo e l’altro in California. Poi ho giocato a Cleveland, dove c’era la neve e temperature ampiamente sotto lo zero e a Dallas, in Texas, dove c’era un clima più accettabile.
Un’esperienza bellissima.

ST: Nel 2019 ti dedicherai soltanto al doppio?

AV: Con le nuove classifiche e il nuovo metodo è un po’ cambiato tutto, perchè io l’anno scorso con la mia classifica nei Challenger al sabato facevo le qualificazioni in singolare e poi dal lunedì iniziava il torneo di doppio, grazie al quale avevo l’ospitalità.
Adesso non riesco più ad entrare nelle qualificazioni che sono diventate a 4 posti, dovrei giocare gli ITFin singolo, però non mi darebbero punti utili per il doppio e allora cercherò di concentrarmi su quest’ultimo.

ST: Quando hai capito di poter dare il tuo massimo in questa disciplina?

AV: E’ stato un processo graduale ma ho sempre amato il doppio, fin da piccolino lo giocavo in Coppe delle Province, Pia Cup, Campionati a squadre giovanili e mi piace molto avere un compagno al mio fianco, inoltre le mie caratteristiche prediligono scambi brevi, il servizio e le volee.

ST: Come ti organizzi con i compagni? Ho visto che nella trasferta americana ne hai cambiati addirittura tre in cinque tornei…

AV: Eh si, sono stato un pochino sfortunato, dovevo giocare tutti i tornei con Goncalo Oliveira, ma ha avuto problemi alla schiena dopo le prime tre settimane ed ho dovuto proseguire con Ante Pavic a Cleveland.
Abbiamo vinto agilmente il primo turno, ma prima dei quarti di finale ha preso un virus influenzale che ha coinvolto vari giocatori, e ci siamo dovuti ritirare. Ho dovuto cambiare nuovamente a Dallas perchè non era ancora completamente guarito e ho giocato con Luis David Martinez.
L’ideale sarebbe trovare un compagno fisso ma non è facile, le programmazioni non sempre coincidono.


ST: Ora giocherai a Bergamo con Julian Ocleppo, il tuo compagno di “sempre”.

AV: Si lui è il mio compagno ideale, l’anno scorso abbiamo vinto 3 Challenger, è stato un anno incredibile, però ora si sta concentrando di più sul singolo e quindi i nostri impegni sono diversi.
In futuro giocherò spesso anche con Luca Margaroli, un ragazzo svizzero che sta ottenendo buoni risultati, e dovrei fare anche qualche torneo insieme a Matteo Berrettini, siamo amici fin da piccoli e sarebbe una bella cosa.
L’obiettivo è quello di arrivare a giocare in pianta stabile i tornei ATP, non sono lontano dalla classifica per farlo e ce la metterò tutta.

ST: Ti auguriamo di riuscirci, grazie e un saluto dalla redazione di Spaziotennis.it!

AV: Grazie a voi! Un abbraccio.

Antonio Iannone

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