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INTERVISTA ESCLUSIVA DI ST A FABRIZIO ORNAGO

Quest’oggi, mentre mi recavo a Milano per seguire da vicino le Next Gen ATP Finals, ho avuto modo di svolgere una piacevole chiacchierata con Fabrizio Ornago, attualmente 502 ATP.
Il 25enne di Gorgonzola, Milano, ha giocato ieri la finale dell’ITF di Birmingham, negli Stati Uniti, cedendo solo al terzo set al dominicano Roberto Cid.

A: Ciao Fabrizio, innanzitutto che tipo di giocatore sei? Qual’è la tua superficie preferita? Fuori dal campo quali sono le tue passioni e abitudini?

F: Ciao Antonio e a tutti i lettori di spaziotennis.it!
Mi definirei un contrattaccante e la superficie su cui mi trovo più a mio agio è la terra. Mi piace scambiare e muovere la palla da fondo campo, ma sto lavorando al fine di accorciare gli scambi e verticalizzare un po’ di più.
Fuori dal campo sono un ragazzo molto tranquillo. Mi piace guardare i film, ogni tanto leggo o mi tengo aggiornato studiando libri di fisioterapia. Quando possibile mi organizzo per vedere i miei amici che durante l’anno posso sentire più che altro per telefono.

A: Sei al termine della seconda vera e propria stagione da “pro” raggiungendo la top 500 dopo esserti laureato in fisioterapia, un ulteriore dimostrazione che con l’impegno si possono raggiungere traguardi importanti sia nello sport che nello studio. Come sei riuscito a combinare le due cose così bene?

F: Si esattamente due anni fa, a Novembre 2015, stavo preparando la discussione della mia tesi, mentre ora sto parlando con te dalla Florida guardando l’oceano.
La vista è sicuramente meglio qui, ma non voglio dire che la mia vita di oggi sia più bella perché sono molto orgoglioso della mia laurea e amo la mia professione sanitaria. Durante l’università mi allenavo poco e giocavo prevalentemente open vicino casa in quanto la mia facoltà richiedeva l’obbligo di frequenza al 100%. Ho sempre sfruttato i periodi festivi per giocare tornei un po’ più distanti, cercando di partecipare a qualche futures. Nel momento in cui si conoscono le proprie priorità, organizzarsi diventa molto più facile.

A: Da chi è composto il tuo team? Hai degli sponsor che ti sostengono nel difficile e dispendioso mondo dei tornei ITF?

F: Da quando ho preso la decisione di dedicarmi totalmente al tennis ho iniziato a lavorare con Davide Recchia al Tennis Bellusco. Mi conosce da quando sono piccolo e volevo assolutamente iniziare questa avventura con lui. Siamo partiti noi due e piano piano il team è diventato numeroso. Per la parte atletica sono seguito da Matteo Castelnovo e Maurizio Mazzoleni, per allenare la mente Elena Uberti, per quanto riguarda la fisioterapia Luca Mazzoleni e per la nutrizione Elena Turla. C’è anche un collante di tutto questo che si chiama Matteo Mangiacavalli che ci aiuta a gestire i momenti difficili mettendo ordine, organizzando riunioni e dandomi consigli preziosi per quanto riguarda anche la gestione con gli sponsor.
Fortunamente ho l’appoggio ormai da due anni da parte di Valeur Investments. Non potrò mai ringraziare abbastanza il presidente Dario Micheli. Non so come avrei potuto fare se non lo avessi mai conosciuto.
Sono molto contento anche della qualità del materiale che mi ha offerto Joma in questo 2017, sperando nel rinnovo per la prossima stagione.

A: Raccontaci della tua ultima settimana con la finale ottenuta a Birmingham, USA, sulla terra verde.
Come mai hai deciso di affrontare una trasferta così lontana? Ottima scelta a vedere dai risultati…

F: È stata una settimana davvero bella. Nuovo continente, nuova nazione, nuova superficie, nuovi avversari. Il livello è altissimo perché la maggior parte dei giocatori arrivano dal college, quindi pochi punti ATP, ma tutti molto competitivi. Tutte le partite che ho giocato, le ho dovute affrontare con la massima attenzione.
Perché qui? Ero stanco di finire nei soliti resort in cui la vita si ferma e le motivazioni piano piano si affievoliscono. Qui sono sicuro di cambiare città ogni settimana. Ho affittato una macchina e ho massima autonomia.

A: Sei soddisfatto di questa annata? Quali sono gli obiettivi del 2018?

F: Il mio team sa che io non sono particolarmente soddisfatto di questa stagione, seppur il mio miglioramento nel ranking dica il contrario. Penso che tutto il lavoro svolto in allenamento e i miglioramenti che ne sono derivati, poche volte sono riuscito a portarlo in torneo. Anche per questo sono qui. Spostandomi in America posso allungare di qualche settimana il finale di stagione e andare a ricercare ciò che voglio dal mio gioco.
Per parlare di obiettivi del 2018 è ancora presto. Quando torno farò una riunione con il team per organizzare preparazione, stagione e mettere per iscritto gli obiettivi di ciascuno di noi.

A: Ciao Fabrizio e in bocca al lupo per gli impegni futuri dalla redazione di Spaziotennis.it.

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