SpazioTennis

INTERVISTA A FEDERICA PRATI: “VA FERMATO ANCHE IL CIRCUITO ITF!”

Abbiamo intervistato la ventiquattrenne milanese Federica Prati, attualmente n. 793 del ranking WTA in singolare e 685 in doppio.
Abbiamo parlato del suo avvicinamento al tennis, dei suoi obiettivi, delle tante difficoltà che affrontano quotidianamente i giocatori che frequentano il Circuito ITF, e delle ancor più grandi difficoltà per gli atleti italiani in questo momento di emergenza COVID-19.

ST: Ciao Fede! Come stai? Per chi non ti conoscesse raccontaci un po’ com’è stato il tuo avvicinamento al tennis e i tuoi primi passi con la racchetta.

FP: Ciao! Un saluto a tutti i lettori di Spaziotennis.it, tutti noi italiani stiamo affrontando un periodo complicato ma dobbiamo essere fiduciosi e ne usciremo al più presto.
Ho iniziato all’età di 6 anni a Milano, spinta dai miei genitori che però non avevano mai giocato a tennis.
Giorgio Tacconi all’Ambrosiano è stata la prima, Fabio Menati mi ha seguita da quando avevo 8 anni, dai 18 ai 21 nel quale mi sono spostata a Gallarate e ho avuto la fortuna di iniziare a lavorare con Fabio Chiappini, per un anno ci siamo allenati a Milago e adesso ancora insieme ma allo Sporting Milano 3 di Basiglio.

ST: Com’è iniziato per te il 2020? Sei molto vicina al tuo Best Ranking sia in singolo che in doppio ed il tuo ultimo torneo risale allo scorso mese di Dicembre.

FP: Eh si, ho chiuso molto bene il 2019 ma purtroppo mi sono infortunata pochi giorni dopo l’inizio della preparazione per uno stiramento al polpaccio, mi ha tenuta ferma ai box per circa cinque settimane. Nel momento in cui ero pronta a ripartire purtroppo è scoppiata l’emergenza del Corona-Virus e quindi non posso proprio allenarmi, tutti i circoli sportivi sono chiusi e mi sto allenando solo dal punto di vista atletico ma sul campo non ci è permesso.
A quanto pare sarà possibile soltanto per un’elite di atleti che hanno il consenso della Federazione o ai professionisti con un medico al seguito ma la situazione non è ancora chiara al 100%.

ST: Data la gravità della situazione è stato “rinviato” il torneo di Indian Wells 2020, anche se per l’incertezza della situazione forse è più giusto parlare di cancellazione. Tuttavia il circuito Challenger e ITF va avanti con alcune cancellazioni soltanto nei paesi più in emergenza come Cina e Italia. Che ne pensi di tutto questo?

FP: E’ stata fermata tutta l’attività nazionale, ero pronta a giocare a Bari il mio primo torneo Open BNL ma è stato ovviamente annullato, la situazione è tanto grave e forse l’ITF non han ben compreso che il rischio è globale, se non si adottano delle misure di contenimento arriverà in altri paesi la stessa situazione che c’è in Italia.
Gli atleti non sono al sicuro e in particolare noi tennisti con i numerosi viaggi che facciamo siamo ancora più esposti al virus.
Dovrebbero fermare tutto il circuito, io ad esempio ero iscritta in Grecia nelle prossime settimane e non posso uscire dall’Italia, per cui oltre alle precauzioni legate alla salute, che sono indubbiamente le più importanti, non posso competere!
Le altre ragazze possono accumulare punti, superarmi e vanificare gli sforzi che ho fatto nella scorsa stagione per salire nel ranking.
Bisogna intervenire e al più presto e per questo allego una petizione che è partita da poche ore e si sta diffondendo nel circuito con grande velocità.

“STOP SCHEDULING AND PLAYING ITF TENNIS TOURNAMENTS”.

ST: Una campagna simile a quella dello scorso anno denominata “Players vs Itf”. Lì l’obiettivo era modificare la riforma del ranking che non era stata per niente gradita dalla maggior parte dei giocatori, che impatto ha avuto su di te?

FP: Ero contro anch’io, assolutamente, complicava ancor di più un percorso che è già difficile di suo, bastava un infortunio per dover ripartire da una situazione scomodissima.
Ampliava ancor di più il divario tra i giocatori di prima fascia e tutti gli altri, molti erano sul punto di smettere, ma poi grazie alla campagna e alla coesione tra i tennisti di tutto il mondo l’ITF ha fatto un mezzo passo indietro. E’ stato un brutto periodo, ma preferirei avere problemi di quel genere piuttosto che quello che stiamo vivendo oggi.

ST: A proposito di Mondo ITF, molti non si rendono conto dei sacrifici che si fanno e delle situazioni al limite dell’immaginabile che si incontrano giocando questi tornei, tappe obbligatorie per tutti coloro con l’ambizione di scalare la classifica e poter vivere di tennis. Ci racconti qualche tua esperienza?

FP: Certo, purtroppo non tutti i tornei ITF sono ben organizzati e gestiti come in Italia.
Proprio l’anno scorso a Settembre ho mandato una segnalazione all’ITF legata alla situazione imbarazzante dei campi al Cairo, Egitto.
I campi di allenamento erano in terra rossa mista a sassi ed erano disastrosi, pericolosissimi per gli atleti, quelli dove venivano giocati i match erano leggermente meglio, ma comunque inaccettabili per un torneo di questo livello.
Nei villaggi in cui si gioca sul cemento invece devo dire che sono stati ristrutturati recentemente, ad Heraklion, Monastir e Sharm El Sheikh la situazione campi è ottima, il problema in questi posti è spesso il vento.
Andrebbe introdotta una regola rivolta a non far disputare gli incontri in condizioni di vento particolarmente intenso, sono stata costretta a giocare un incontro in cui il vento era così forte da far cadere la sedia dell’arbitro.

ST: Recentemente si è parlato anche di alcuni provvedimenti da parte dell’ITF nel difficile tema legato alle scommesse, rimuovendo del tutto il Livescore dagli eventi da 15.000$ nei prossimi anni. Piaghe come il match-fixing e gli insulti degli scommettitori ai giocatori sui social network sono purtroppo cose ben radicate nel circuito, ma questo intervento può essere un punto di partenza?

FP: Io penso che tutte le azioni dirette a moderare questi comportamenti siano un buon punto di partenza, soprattutto per quanto riguarda gli insulti sui social a fine match, li ricevo praticamente ad ogni sconfitta da parte di gente che aveva scommesso su di me, ma è capitato anche quando ho vinto e magari non ero la favorita sulla carta.
Purtroppo non so come e quanto si possa agire a riguardo, certa gente non dovrebbe proprio esserci sui social network, un’idea potrebbe essere quella di destinare una piccola parte degli ingenti guadagni dell’ITF per effettuare dei filtri e dei controlli sulle minacce che riceviamo.
D’altro canto, credo che rimuovere il Livescore dai 15.000$ amplificherebbe la già importante differenza che c’è tra chi frequenta i Futures e chi il circuito Challenger.

ST: Chiudiamo con una domanda alla quale oggi non sarà semplicissimo rispondere, quali sono i tuoi obiettivi per il 2020?

FP: Eh, diciamo che il mio obiettivo prima di iniziare l’anno era quello di essere costantemente nei 25.000$, quindi di avere una classifica che mi permettesse di giocare in Main Draw o di essere tra le prime teste di serie delle “quali”.
Adesso le cose sono un po’ diverse, spero innanzitutto che la situazione in Italia si aggiusti perchè la salute e la sicurezza vengono prima di tutto.
Dal punto di vista tennistico mi pongo l’obiettivo di riprendere presto gli allenamenti ed i tornei e magari di chiudere la stagione nelle prime 600, anche se non sarà facile, un quarto della stagione è già passato e non ho giocato neanche una partita.

ST: Grazie Federica e in bocca al lupo per tutto! Un particolare ringraziamento va fatto al fisioterapista Simone Gerletti, che ci ha messi in contatto per fare quest’intervista.

FP: Grazie a te, è stato un piacere! E un grande grazie anche a Simone, mi ha aiutato molto durante il periodo dell’infortunio con tutto lo staff del Medical Center di Milano 3.
Spero che il mio appello volto a fermare il circuito ITF si diffonda il più possibile, un saluto a tutti i lettori di Spaziotennis.it.

Antonio Iannone

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *