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IL SORRISO RAGGIANTE DI SARA SAVARISE, STORIA DI TENNIS E VITA ALL’OMBRA DELLA REGGIA

La storia che raccontiamo questa volta attraverso le colonne di ST non è lontana nel tempo e si propone come spot efficace di quella volontà che serve come il pane per poter emergere nello sport. Sara Savarise oggi vive e insegna tennis nel milanese. Alla soglia dei trent’anni, li compirà ad aprile, può vantare un album ricchissimo di foto e di vittorie, da sfogliare sebbene nei recenti propositi ci sia anche quello di tornare a giocare qualche torneo. Ovviamente con indosso la maglia del Circolo Tennis Ercole, sodalizio casertano vissuto come una seconda casa per oltre un decennio, quello che la lanciò qualche anno fa ai vertici del circuito femminile nazionale. Sara aveva dodici anni quando il consiglio di famiglia decise che le ambizioni tennistiche della ragazzina sarebbero dovute passare attraverso le cure e le nozioni del maestro Pietro Martellotta. Da allora la Savarise scandì la quotidianità raggiungendo Caserta da Pollena Trocchia, curando in maniera maniacale i dettagli di un tennis fatto di regolarità e potenza. Fino ad esplodere nei tornei open e intraprendere finanche il circuito internazionale. “Arrivò da me che aveva una media disastrosa di circa 30 doppi falli a match – racconta a Spaziotennis Pietro Martellotta – e dopo qualche settimana il servizio era già divenuto uno dei suoi punti di forza”. Volontà ferrea e l’obbiettivo sempre presente di riscattare una carriera giovanile in cui le sconfitte avevano superato le vittorie. A vent’anni il suo tennis era ormai definito: diritto anticipato e coperto, con soluzioni precise e angolate. Rovescio bimane e velenoso nelle varianti in back. Nel giro di pochi anni Sara Savarise portò a casa una sessantina di titoli open, centrando le semifinali ITF di prestigio nei tornei di Vittoria e Tre Castagni, quindi i quarti a Cagliari. Nell’aprile del 2012, in un torneo in Spagna, la spuntò al terzo sulla francese Oceane Dodin, oggi 73 al mondo, e diverse di quelle ragazze che gravitano tuttora tra le prime 300 WTA cedettero al suo tennis esplosivo. Nel 2008 arrivò anche il successo in doppio all’ITF di Napoli, in coppia con l’austriaca Haidner: 855 in singolo e 800 in doppio, questo il ruolino WTA della Savarise che poi a venticinque anni decise di aver dato tutto allo sport di una vita e che fosse arrivato il tempo di fare altro. Di tanto in tanto torna a Ercole, lo ha fatto di recente a Natale e la vediamo in foto con il suo maestro, ripromettendo a se stessa e ai suoi tanti tifosi casertani di voler riprendere a fare match. Che bello sarebbe stato vederla agli Assoluti campani, magari per fronteggiare la fortissima Federica Sacco in una sfida tra passato, presente e futuro del nostro tennis femminile. Intanto il sorriso raggiante di Sara è il messaggio più bello che Pietro Martellotta custodisce nel suo cuore e nella piccola struttura dalla quale continuano a venir fuori ottimi giocatori. Forza della passione e di uno slogan che è certezza: il tennis è vita e i risultati del campo proiezione fedelissima di quanta anima si è disposti a spendere…

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