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IL BENEVENTO IN A E’ LA GRANDE LEZIONE DI CUI HA BISOGNO IL CIRCO MILIONARIO DELLO SPORT

Ripartire dalla compostezza per una festa inattesa, straordinariamente voluta, cercata con determinazione e garbo dalla famiglia Vigorito. E’ l’eredità ammirevole che Benevento destina al calcio italiano. Il Benevento in A è caleidoscopio di storie anche dolorose: le tante finali promozione svanite per sfortuna, quelle che avrebbero steso un toro e spinto qualsiasi imprenditore a desistere. Le lacrime versate per la scomparsa di Ciro Vigorito, l’uomo che in punto di morte aveva sospirato all’amato fratello Oreste di non mollare, di crederci fino in fondo e premiare la fierezza del popolo sannita. Il sorriso dolcissimo di Carmelo Imbriani, amico di tutti, troppo presto e in maniera brutale strappato all’affetto dei suoi cari. Il Benevento è questo ma anche tanto altro. E’ specchio fedelissimo del cuore di Oreste Vigorito, presidente che spicca nel mondo dei grandi affari pallonari per una sensibilità straordinariamente umana, frutto di una vita condotta sempre all’attacco e sempre nel rispetto di tutti. Più o meno potenti, dall’uomo della strada al magnate, che non incute timore se alla base dei progetti ci sono idee e motivazioni fortissime. Oreste Vigorito, ovvero il presidente che senza scorta affrontava a muso duro i tifosi oltranzisti nell’antistadio, quando le cose non andavano e i traguardi sfumavano al fotofinish. Ma anche l’uomo di sport capace di commuoversi durante la consegna del premio al nuotatore Vincenzo Boni, medaglia di bronzo alle Paralimpiadi di Rio, nella struttura del Caravaggio Sporting Village gestita mirabilmente da Rosanna e Valentina Vigorito, che del papà hanno ripreso tempra e sensibilità estrema. Ed è così che il Benevento ha raggiunto la massima serie, al termine di un’annata in cui non sono mancati i momenti difficili. Gestiti con coraggio e con chiarezza, proprio come la stima riconfermata ad oltranza ai bravissimi Salvatore Di Somma e Marco Baroni. Non aveva e non avrà in rosa Higuain il Benevento che ha riscritto la storia ma ha un cuore che si identifica perfettamente con quello della sua gente, e naturalmente dei suoi calciatori. I fatturati per una volta possono starsene nei cassetti delle scrivanie, al “Ciro Vigorito” ha trionfato lo sport, hanno vinto i sogni di un presidente che ha sfatato tutti i tabù, recuperando la dimensione umana spesso oltraggiata dai milioni del grande calcio.

Silver Mele 

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