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GUIDO BALDARI: PULSA FORTE IL TENNIS NEL CUORE DEL CALCIO NAPOLI

Dalla rinascita del Napoli di De Laurentiis è l’uomo che guida impeccabilmente l’ufficio stampa del club partenopeo. Depositario di tanti segreti, custoditi con professionalità nella gestione della comunicazione, Guido Baldari non è però mai riuscito a nascondere la grande passione per il tennis. Agonista con buoni risultati in gioventù, si ritrova oggi di tanto in tanto sui campi in terra battuta per sfidare qualche collega o magari qualche calciatore del Napoli. Tifoso e appassionato di grandi giocate, si è raccontato un pò di tempo fa con piacere rispondendo alle mie domande. Ecco l’intervista ripresa dalle colonne di SpazioTennis.

– Nacque per caso l’incontro con il tennis? Quando impugnasti per la prima volta la racchetta?

Mi fai tornare indietro con la memoria. La prima volta fu quando avevo 14-15 anni, su un campo spelacchiato, con poco fondo campo. Ma ricordo che mi sentii subito a mio agio con una racchetta in mano.

– Nella tua griglia degli sport preferiti qual è il posto che occupa il tennis?

Il secondo posto dopo il calcio, nessun dubbio.

– Sei mancino: credi, come dicono in tanti, che i mancini siano più talentuosi rispetto ai “colleghi” destrorsi?

Beh, intanto il mancino ha un naturale vantaggio, perche’ se ha un buon dritto tende a spingerti fuori dal campo e se l’avversario non ha un buon rovescio e’ dura poi recuperare la posizione. Ma non credo che il talento sia esclusivamente mancino.

– Cosa ricordi della tua attività agonistica? C’è una partita e una vittoria in particolare che ti porterai dentro per sempre?

Ho giocato tanto tra i 16 e i 20 anni (in foto qui sotto un giovanissimo Baldari). Facevo tornei in giro per la Campania, avevo anche sfiorato la classifica. Una vittoria si’, al circolo Tennis Damiani, poco fuori Napoli. Nei quarti affrontavo il beniamino di casa, uno anche un po’ antipatico. Durante la partita, molto tirata, ad un certo punto fece un servizio da sotto, modello Chang contro Lendl per intenderci. Per fortuna avevo un buon scatto e feci punto. Vinsi in 3 set ma fu una faticata.

balda

– Dritto o rovescio? Qual è il tuo colpo preferito?

Dritto, decisamente. Il rovescio pero’ lo uso molto per attaccare.

– Quanto credi che il tennis possa aiutare nella vita?

Ti aiuta perche’ in campo sei da solo e devi vincere contro l’avversario ma devi battere anche le tue ansie, i tuoi timori. Psicologicamente ogni match e’ quasi un test sulla tua personalita’. Ho sempre detto che nel tennis la testa conta piu’ del braccio, 60 e 40 per cento. Ricordo talenti come Leconte o Ivanisevic che per la loro classe avrebbero meritato di vincere di piu’. E tennisti come Wilander che, grazie all’applicazione mentale e alla lucidita’ in campo, hanno vinto tanto.

– Scegli tre racchette alle quali sei particolarmente legato.

In primis la mia prima racchetta, la Wilson T-2000, mi pare fosse questa la sigla, che usava il grande Connors. Poi la Dunlop di Borg ed infine la Wilson che usa il mitico Federer.

– Il più forte tennista di sempre.

Federer. Una classe immensa, infinita. Guardate i tennisti di oggi, grande fisico di base e tenuta atletica al top. E guardate Roger, fisico normale ma in campo il suo braccio trasforma ogni colpo in una melodia. I suoi punti sanno regalare emozioni e ti restano nelle mente per sempre.

– La partita che ti ha tenuto incollato al televisore.

Ricordo la finale di Wimbledon 2001: Ivanisevic contro Rafter. Eravamo in redazione, tutti a guardare quel match e tutti a fare il tifo per Goran. Un successo storico per come e’ maturato, 9-7 al quinto set. Io e Bruno Marra, un mio collega, alla fine ci abbracciammo per la commozione e ci scappo’ anche una lacrimuccia.

– Oggi per chi tifi?

Federer a parte, mi piacciono  Tsonga e quelli che usano ancora il rovescio a una mano, quindi i vari Wawrinka, Gasquet e Almagro. 

– L’italiano che oggi ti fa piacere seguire in tv.

La Errani per la grinta e Fognini quando e’ in vena. Ma rimpiango i tempi di Panatta e Bertolucci.

– Nargiso, Cierro, Boscatto, Starace: qual è secondo te il più forte tennista campano di sempre?

Starace, senza dubbio. Quando era al top della forma, sulla terra era difficile batterlo per tutti.

– Oggi qual è il tuo rapporto con il tennis? Giochi spesso?

Ahime’, non tanto spesso. Mi piacerebbe giocare di piu’ ma non e’ facile trovare un paio di ore per tirare due colpi.

– Quanto i nuovi materiali e le nuove racchette hanno contribuito a cambiare il tennis?

Tanto, fino a 20 anni fa era il talento a fare la differenza. Poi con i nuovi materiali delle racchette a poco a poco la potenza ha preso il sopravvento.

– E’ vero che il tennis è lo sport alternativo preferito dai calciatori?

Si, vero. Conosco tanti calciatori che giocano bene. Intanto Mister Donadoni, c’ho giocato alcune volte quando era Napoli e vi assicuro che e’ un osso duro. Poi anche Luca Bucci, bravo in porta e con la racchetta. Nel Napoli ce ne sono alcuni bravini, Hamsik innanzitutto. Poi Albiol che si difende bene.

– “Spifferi” di spogliatoio ci dicono che hai una sfida aperta con uno dei simboli del Napoli?

Con Hamsik. Confesso che sono riuscito a batterlo solo 1 volta, ma sono sempre state partite combattute. Marek e’ un fenomeno con pallone ma anche con la racchetta non scherza. E’ completo, gioca bene da fondo campo e sotto rete. Poi e’ inutile fargli la palla corta: una volta gliene feci una perfetta. Convinto di aver fatto punto mi girai, ma con la coda dell’occhio lo vidi fare uno scatto incredibile sotto rete e fare punto.

– Il calciatore-tennista più forte che tu abbia conosciuto.

Hamsik e Donadoni.

– Descrivi il tennista Guido Baldari.

 Mi piace il gioco d’attacco, ovviamente con le dovute proporzioni. Essendo mancino cerco di buttare il mio avversario fuori dal campo e poi scendere a rete.

– Si dice che Federer e Nadal abbiano rappresentato due modi diversi di intendere la vita: classe pura da un lato, sacrificio e grinta da vendere dall’altro. Baldari per chi è?

Per Federer. Di Nadal ho apprezzato la grinta e la tenacia, ma la bellezza dei colpi di Roger appartengono alla storia.

– Hai partecipato in passato anche alle iniziative dell’AGIT, l’associazione dei giornalisti tennisti italiani.

E devo dire che fu un incontro piacevolissimo. Ricordo con estremo piacere l’edizione di San Benedetto del Tronto. Il livello dei tornei AGIT è molto alto. Mi difesi abbastanza bene: passai il primo turno poi fui estromesso a quello successivo. Mi colpì l’organizzazione e la cortesia di quella che mi sembra una grande famiglia.

– Infine Guido puoi salutare tutti i tesserati della Federtennis (in maniera particolare i campani che sono tutti o quasi tifosi del Napoli).

Un affettuoso saluto a tutti i tesserati della Federtennis, con un abbraccio particolare ai campani, soprattutto a tutti i tifosi del Napoli! Ma un saluto va anche a tutta la Federtennis che riesce a garantire sempre un eccellente servizio a tutti i tesserati e tutti i suoi collaboratori vanno elogiati per impegno e sacrificio.

Un abbraccio fortissimo al grande Guido, professionista impeccabile e amico di tante battaglie: mi piacerebbe tantissimo poter giocare il doppio con lui all’AGIT per provare a portare a casa un titolo italiano tutto campano. Glielo ho proposto e so che a Guido la cosa non dispiacerebbe: chissà, forse un giorno…

Silver Mele

2 Comments

  1. Pingback: Napoli, Guido Baldari: "Vi racconto la mia passione. L'avversario più forte è stato Hamsik" - 100x100 Napoli

    • Silver Mele

      11 novembre 2016 at 0:49

      Grazie mille

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