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GLI AUGURI DI SPAZIOTENNIS: CHE IL 2018 SIA L’ANNO DELLA LEALTA’, LE VITTORIE SARANNO UNA CONSEGUENZA

Buon 2018 amici di spaziotennis: tantissimi come dimostrano i 600mila contatti unici dell’anno che se ne è andato, il primo di lavoro effettivo e a redazione compatta. Siamo grati a quanti ci leggono e a coloro che, senza nascondersi, hanno alimentato il nostro impegno con informazioni, sollecitazioni, notizie, indiscrezioni alle quali abbiamo lavorato per render il più possibile reale e attinente ai fatti l’informazione tennistica nella nostra regione. Cosa scomoda agli occhi di coloro che fino a un po’ di tempo fa erano abituati all’appiattimento delle news di regime: le stesse che provano in maniera stonata oggi, e con pochissimo seguito, a mostrare volenterosi terza categoria come potenziali alternative a Fognini e Lorenzi per la Davis.

Il tempo del fumo è scaduto e non pensiamo convenga più a nessuno giocare con le fake news perché il rischio di cadere nel ridicolo è quanto mai forte.

Ritengo giusto ripartire dal messaggio di auguri diramato dal presidente della FIT Campania Giovanni Improta. Lo avevo incontrato la sera prima al Rama e con piacere mi ero intrattenuto con lui a scambiare due chiacchiere. Il tono delle sue parole, dimesso e tremolante, era ben diverso da quello trionfalistico del comunicato inviato ai circoli della regione. Quello in cui si tratteggia una crescita del movimento probabilmente sperata nel momento in cui l’amico Giovanni, non più di un anno fa, era riuscito a convincere il ras dell’area termale che la sua sarebbe stata la nomina alla presidenza più comoda e accondiscendente.

Credo di aver ricevuto una ventina di messaggi di dirigenti e maestri indignati perché non si può ridurre il resoconto del 2017 ai meriti esclusivi dei soliti noti, relegando gli altri poveri sudditi alla menzione cumulativa (Accademia Tennis Napoli, tra le prime dieci scuole tennis del ranking generale d’Italia, su un totale di quasi duemila partecipanti, ed i risultati ottenuti dagli altri Circoli…bla bla bla): per poi ribadire il concetto che è giusto che ognuno si allinei per evitare la “dolorosa scomunica”.

Ebbene, nessuno si sorprenda ma noi di spaziotennis siamo con Improta! Si, anche se Giovanni ci accusa di insultare, o meglio infangare in maniera arbitraria e pretestuosa il movimento che ha finora fruttato vittorie e onori alla Campania. Mi risulta in realtà che anche gli ultimi seconda categoria davvero competitivi abbiano deciso di scommettere su altre destinazioni, esterne ovviamente alla Campania, per poterci realmente provare con il tennis.

Gli chiediamo tuttavia un ultimo, grande sforzo. Se si è trovato isolato, col rischio concreto di esser rimpiazzato a giochi in corso da vecchi e più accomodanti fantasmi del passato, la ragione è chiara. Giovanni è accusato dagli stessi che lo hanno scelto “di dire sempre si ma poi di fare di testa sua”. Un merito immenso, che lo rende perfino eroico ai nostri occhi. Ecco come si spiega il tentativo di prendere in mano anche la comunicazione, alleggerendo il Comitato delle due cariatidi dalla voce gracchiante. Sgarbi che il ras non intende più tollerare.

Cotanto coraggio del presidente si spegne tuttavia a poche centinaia di metri dal traguardo allorquando, travolto da dubbi e timori, finisce puntualmente (e goffamente, proprio come nella comunicazione di auguri) per fare marcia indietro. Qui Giovanni diviene un ibrido: non più gradito agli accentratori e chiaramente non accettato dalla “plebe” che vede erroneamente in lui la leva esecutiva dei reali di Agnano.

Da qui il dissidio interiore, decantato poeticamente in un passato sempre attuale nei “dolori del giovane Werther”.

Eppure noi ci crediamo: Improta è una persona perbene che potrebbe trovare in questo 2018 lo sprint giusto per diventare il presidente di tutti. Neutralizzi pertanto gli arroganti che provano a farlo passare in giro per un pavido e accolga senza indugi le istanze dei meno forti. In tal caso noi saremo il suo inscalfibile sostegno.

Ma l’auspicio chiama contemporaneamente in causa le altre componenti del movimento: il fare omertoso fortifica i prepotenti. Comincino tutti a far sentire la propria voce, senza affidarla esclusivamente a spaziotennis con la solita aggiunta: “non mollate”, “rappresentate anche noi”, “succede questo ma vi prego di non fare il mio nome”…

In quanto a noi, abbiamo poco da aggiungere se non che continueremo a crescere anche dal punto di vista tecnico per aumentare il livello qualitativo della nostra proposta.

Rafforziamo inoltre le storiche premesse:

  1. Non abbiamo velleità politiche nel tennis;
  2. Non rappresentiamo le istanze di vecchie dirigenze;
  3. Non abbiamo datori di lavoro ad indicarci la strada e la linea da seguire;
  4. Non abbiamo velleità o aspirazioni all’ufficio stampa del Comitato FIT Campania;
  5. Non amiamo sottostare alle prepotenze degli arroganti;
  6. Siamo e saremo sempre dalla parte dei ragazzi e di chi lavora con passione, nel rispetto degli altri.

E’ davvero tutto, almeno per ora. Che il 2018 possa essere l’anno della lealtà, il resto (comprese le vittorie sul campo) sarà una semplice conseguenza. 

One Comment

  1. roberto cappa

    1 gennaio 2018 at 18:00

    Ottimo inizio e propositi meritori.
    Sarò ripetitivo, ma il tennis non è il calcio: questo mondo non è abituato alla critica ed al dissenso, ma solo alla maldicenza, che per anni ha imperato.
    La Tua voce crea grandi fastidi in un mondo dove l’importante è che vi siano sempre assemblee bulgare così che il grande capo possa vendersi che sono tutti felici e contenti degli entusiastici (ed autoreferenziali) risultati ottenuti.
    Ma,caro Silver, il potere logora chi non lo detiene, come ci spiegava anni fa un saggio.
    Bisognerebbe fare in modo da sottrarre il potere a chi lo gestisce in questo modo, che descrivi con brillante puntualità: con le regole che si è data la Federtennis, è praticamente impossibile.
    Unico modo che credo sia percorribile è sperare in un qualche serio cambiamento politico che porti con se cambiamenti anche nel mondo dello sport.
    Credo auspicabile che nasca un movimento d’opinione che abbia un obiettivo: cambiare le modalità di voto nelle assemblee, abolendo la possibilità di delegare il voto.
    Questa che potrebbe sembrare una modifica banale, si potrebbe rivelare invece un cambiamento epocale. Si cambierebbe il modo di porsi di fronte all’elettorato, che non potrebbe più essere minacciato e ricattato con la rituale schifezza dell’inviato del potente di turno che gira per il ritiro delle deleghe. L’elettore si dovrebbe convincere sulla bontà del programma proposto, e non minacciare in caso di mancata consegna della delega.
    Sicuramente le cozze del potere obietteranno che si priverebbe del diritto di voto i circoli piccoli: ovviamente sarebbe becera retorica.
    Una Federazione ricca come la nostra, che fa quotidianamente esibizione dei sempre maggiori guadagni, non avrebbe alcuna difficoltà, anche gestendo un canale televisivo in proprio, ad organizzare assemblee in videoconferenza, così che tutti possano partecipare con poca spesa e piccoli spostamenti, casomai utilizzando le sedi regionali del CONI già predisposte per la bisogna.Credo che negli sport motoristici funzioni così già da oltre un decennio.
    Sarebbe un bel passo verso la democrazia, parola sempre mal digerita dai potenti e dai potentati di turno.
    Auguri Silver, state facendo un lavoro egregio.

    .

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