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GIANLUIGI QUINZI: “DIVENTERÒ CATTIVO COME QUANDO GIOCO AI VIDEOGAMES. NON MI SENTO INFERIORE AGLI ALTRI”

Reduce dall’esperienza alle Next Gen ATP Finals, dove ha avuto l’opportunità di confrontarsi con i migliori sette Under 21 del circuito, Gianluigi Quinzi ha rilasciato delle interessanti dichiarazioni ai microfoni de “La Gazzetta dello Sport”.

L’azzurro ha delineato le maggiori differenze tra il suo tennis e quello dei coetanei affrontati nell’ultima settimana, per la maggior parte già in Top 50. In particolare, Quinzi si è soffermato sul match che lo ha visto opposto all’“enfant terrible” Andrey Rublev, al quale è però riuscito a strappare due parziali prima di cedere al quinto set.

«So di essere sulla strada giusta, però lo ammetto: con Rublev non pensavo di vincere. In realtà non pensavo di vincere con nessuno, perciò mi sono detto “Gian, fai la tua partita”. Non è un problema tecnico, non mi sento inferiore agli altri 7, ma come intensità di gioco e resistenza atletica sono ancora lontano. Nei punti importanti io faccio ancora cavolate e loro no. Ma questo torneo può essere una svolta».

Quinzi ha anche parlato degli obiettivi futuri, in termini di classifica e di gioco:

«Voglio solo migliorare. Se fai le cose giuste, alla fine vinci le partite. O comunque non hai rimpianti. Certo, io ho imparato anche ad accettare le sconfitte, dovrebbe farlo anche l’ambiente dello sport: non è che se perdi sei scarso per forza, magari hai solo bisogno di tempo. Mi pongo degli obiettivi realistici. Sarebbe importante, ad esempio, arrivare in fretta nella Top 200 (ora è 306, ndr.) perché con quella classifica puoi pensare a una programmazione diversa. E non mi pesa immaginare di raggiungere il livello che voglio a 27/28 anni, ci sono tanti esempi di giocatori maturati tardi. Voglio mettere nel tennis la stessa cattiveria che ho nelle sfide ai videogame di guerra contro mio fratello».

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