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ESCLUSIVA ST, THOMAS FABBIANO: «VI RACCONTO LA MIA DAVIS!»

“Nella staffetta della vita, il testimone, sono i sentimenti”. Così, recita la descrizione dell’ultimo post Instagram di Thomas Fabbiano, n.83 ATP (Best Ranking, 70). La citazione originale è di Pietro Mennea, grande velocista, ex politico e saggista italiano. La foto sovrastante, invece, è uno scatto rubato, in cui il 28enne di San Giorgio Jonico applaude i propri compagni di squadra durante la gloriosa trasferta di Coppa Davis che ha visto l’Italia scontrarsi col Giappone.

Sul veloce indoor di Morioka, alla fine siamo stati noi a spuntarla e proprio grazie ai sentimenti, accompagnati da valori autentici, quali attaccamento alla maglia e senso di responsabilità verso una nazione, oltre che una nazionale. Nel paese del Sol levante, Fabbiano, convocato da capitan Barazzutti in qualità di quinto uomo, ha testato sulla propria pelle, per la prima volta in carriera, le emozioni che soltanto la massima competizione a squadre di questo sport riesce a suscitare. Anche dalla panchina, dove si incrociano spalti e campo, a metà strada fra l’essere attante ed astante, protagonista e spettatore. Un punto di vista completamente nuovo ad uno che, invece, ci è praticamente nato per stare in campo. Ma è attraverso questa prospettiva, inesplorata prima d’ora, che Thomas Fabbiano ci ha raccontato la sua Davis.


Parlaci del momento in cui sei venuto a sapere della convocazione. Te lo aspettavi?


«Il capitano a fine novembre mi ha chiesto la disponibilità per un’eventuale convocazione per la sfida contro il Giappone. Quando si è tra  i primi 4/5 giocatori della propria nazione ci sono diverse possibilità che si venga convocati. Non è stata quindi una grandissima sorpresa ma è stato un altro piccolo traguardo della mia carriera».


Che rapporto hai con i tuoi compagni di squadra?


«Ci conoscevamo già tutti dato che in giro nei tornei si va spesso a cena insieme. È un bel rapporto, si scherza insieme e c’è un bel clima. Mi piace molto».


E con Barazzutti?


«Abbiamo parlato tantissimo in questa trasferta. Con la sua esperienza prima da giocatore e poi da capitano di Davis mi ha dato molti consigli che saranno utili nei prossimi mesi».


Cosa si prova a vivere i match dalla panchina? La tensione forse è ancora maggiore…


«Sì, c’é grandissima tensione quando si è seduti su quella panchina. Si soffre, si vince e si perde insieme, ci si sente chiamati in causa in ogni punto, si é pronti a sostenere il giocatore che in quel momento è in campo. Grazie a questi momenti aumenta l’unione e la forza di un gruppo. Diciamo che sono delle emozioni diverse rispetto a quelle che noi tennisti siamo abituati ad avere».


Quanto è importante lo spirito di Fognini all’interno del team?


«Fabio porta allegria e un briciolo di pazzia all’interno del gruppo. È un grandissimo giocatore e una bravissima persona. Sono convinto che darà un grande contributo nella prossima partita contro la Francia».


Una cosa che porterai sempre con te da quest’esperienza:


«La classica frase: “In Davis tutto può succedere”, l’ho capita davvero in quei giorni a Morioka. Nei 10 set giocati da Fabio [Fognini, ndr] e Andreas [Seppi, ndr] nella prima giornata, ci sono stati continui capovolgimenti di punteggio da una parte e dall’altra. È stato bello vedere che i giocatori in campo cercavano sostegno ed energia extra dai propri compagni e staff in panchina».


Ti sei allenato in diverse occasioni con Federer e Djokovic. Cosa si impara da un ex numero uno al mondo?


«Entrambi grandissime persone prima che campioni in campo. La cura dei minimi dettagli e del proprio corpo è l’aspetto più comune dei giocatori più forti al mondo d’oggi».


A settembre dello scorso anno sei rientrato fra i primi 70 del mondo, agli US Open hai raggiunto il terzo turno, poi la convocazione in nazionale. Ora sarai al via nel main draw dei maggiori eventi del circuito, partendo dai prossimi 1000 di Indian Wells e Miami, dove troverai condizioni ideali per esprimere al meglio il tuo tennis. Quanto lontano può spingersi Thomas Fabbiano in questa stagione?


«Ho una classifica che mi permette di partecipare a tutti i grandi eventi nelle prossime settimane e sono pronto a mettermi in gioco. Saranno tornei belli quanto complicati e andrò alla ricerca costante delle chance per vincere delle partite».

Arianna Nardi

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