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ESCLUSIVA ST, BRANCACCIO: “GRAZIE A FERRER SONO IN SPAGNA. ALLA CAMPANIA DICO DI FORMARE UNO STAFF CHE AMI QUESTO SPORT”

Continua il nostro viaggio con le interviste ai giovani talenti italiani. Questa volta è toccato a Raul Brancaccio, tennista di Torre del Greco “emigrato” in Spagna nell’Accademia di David Ferrer. Tra i migliori risultati del campano troviamo: due finali Futures in Tunisia, una semifinale a Palma del Rio e in quel di Madrid.

Ecco l’intervista a Raul Brancaccio:

ST: Ciao Raul, come è nata la passione per il tennis? Che tipo di tennista sei?

BRANCACCIO: “Ciao a tutti. La passione per il tennis è nata grazie a mio padre, che mi portava al circolo di tennis sin da bambino, essendo mio padre uno sportivo e molto appasionato di tennis, decise di inscrivermi, anche perché mia madre giocava con amiche e quindi mi ritrovavo in un campo da tennis quasi sempre. Io sono un tennista molto agressivo, gioco molto vicino alla linea di fondo campo e mi piace spingere tanto”.

ST: Il tuo primo allenatore è stato il maestro Ciro Cardone, cosa ti ha insegnato? Che rapporto avevate?

BRANCACCIO: “Si, il mio primo allenatore e stato proprio Ciro Cardone, che sin da piccolino mi ha insegnato i valori dell’umiltá e del sacrificio. Grazie a lui ho imparato tanto e il rapporto che abbiamo oggi giorno è molto speciale. Siamo come fratelli, come padre e figlio, come migliori amici. Per me Ciro è tutto. Un grande”.

ST: Vieni dalla finale di Hammamet, in Tunisia. Che settimana è stata?

BRANCACCIO: “Be è stata una settimana bella ma non facile. Venivo da un infortunio abbastanza complicato che mi ha impedito di essere competitivo fino a un mese fa. Quindi posso dire di essere molto contento di come è andata questa bella settimana, sia dal punto di vista tennistico che mentale. Sto ritrovando la forma piano piano. I match non sono stati facili per il clima con vento in alcune occasioni, ma posso essere soddisfatto di questa settimana”.

ST: Da quattro anni ti alleni in Spagna nell’Accademia di David Ferrer. Come è nata questa scelta e come ti trovi in quel di Javea?

BRANCACCIO: “Sì, sono in Spagna da quasi 4 anni. È nato tutto grazie a David Ferrer che mi offrí una borsa di studio per poter allenarmi lì e seguire un tipo di percorso sotto la guida di suo Fratello e anche suo allenatore Javier Ferrer. Quindi era una opportunitá molto speciale che non dubitai di accettare. In Spagna, precisamente a Jávea dove risiede l’Accademia tenis Ferrer mi trovo benissimo. Vivo in una casa molto vicino al circolo ed è un paesino molto carino e tranquillo”.

ST: Ci spieghi le differenze nei metodi di allenamento italiane e spagnole?

BRANCACCIO: “I metodi italiani purtroppo non li conosco benissimo dato che è da parecchio che non mi alleno in Italia però posso dire che i metodi spagnoli, o meglio, il metodo che mi insegnano in Accademia è basato molto sulla intensitá di ogni allenamento e partita, di tanto sacrificio che bisogna avere sia in campo che fuori, la umiltá per diventare bravi campioni e tante ma tante ore di lavoro, perché il tennis come tanti sport è basato dal talento e dal lavoro, se hai talento ma non lavori puoi essere bravo ma non arriverai a essere tra i migliori, ma se hai talento e ci lavori tanto giorno dopo giorno magari si può essere qualcuno importante nel lavoro che fai”.

ST: Da piccolo ti allenavi a Torre del Greco, proprio per questo, cosa pensi del movimento Campano? Su quale aspetto può e deve migliorare?

BRANCACCIO: “Si, da piccolo mi allenavo proprio a Torre del Greco,  dove sono nato. Il mio pensiero sul movimento Campano, almeno quando mi allenavo ancora lì non era molto avanzato, ricordo che in Campania ebbero molti problemi con la federazione campana e quindi il centro di Raduno campano lo chiusero. Penso che l’aspetto più importante da migliorare in Campania è di credere nei ragazzi campani, di formare uno staff professionale e con voglia di puntare su questo sport e sopratutto sulla Campania e di fare tanti raduni per dare maggiore visibilitá alle nuove generazioni”.

ST: Curiosando nei video dell’Accademia sei protagonista di intense sessioni di allenamento con David Ferrer. Che emozioni provi nel giocare con un campione del genere?

BRANCACCIO: “Penso sia il sogno di ciascun ragazzo che ha il piacere di allenarsi con il proprio idolo. È una emozione fantastica poter allenarsi con un campione come lui. Oggi giorno mi sono abituato un po’ quindi riesco.a gestire meglio la tensione, però ricordo che all’inizio quando arrivai in Accademia, ogni volta che dovevo allenarmi con David ero tesissimo, mi tremava tutto il corpo. Però sono emozioni belle da provare che ti aiutano tanto anche in partita. Comunque penso di essere molto fortunato e onorato ad avere al mio fianco un campione come David Ferrer che mi segue tanto e mi aiuta giorno dopo giorno”.

ST: Quali sono gli obiettivi per il 2018? A livello di ranking cosa speri di ottenere?

BRANCACCIO: “Il mio primo obiettivo per il 2018 è quello di non infortunarmi come è capitato quest’anno. Però spero comunque di ottener una grande stagione che mi permetta di fare il salto di qualità. A livello di ranking spero di poter chuidere l’anno sotto i 350 del mondo, non è facile ma con buone basi io e il mio staff ci crediamo”.

ST: Quali sono i tuoi Hobby nel tuo tempo libero in Spagna?

BRANCACCIO: “Nel mio tempo libero mi piace tanto ascoltare musica, di rilassarmi passeggiando sulla spiaggia e di giocare tanto con il mio cane che amo”.

ST: Direi che sei stato ampiamente esaustivo e disponibile. Ti ringrazio a nome di tutti i colleghi di Spaziotennis.it, ciao e buona fortuna Raul!!!

BRANCACCIO: “Grazie a voi!!!”.

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