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ECCO PERCHE’ CHI SPOSA IL “SISTEMA” MORTIFICA IL TENNIS. CARI ARBITRI, SIAMO DALLA PARTE VOSTRA!

L’inchiesta va avanti e nel prossimo mese il tennis campano sarà presentato anche televisivamente in tutte le sue sfaccettature. Grazie alle voci di quei protagonisti, in campo e fuori, che hanno deciso di infrangere le regole del “sistema”. Assumendosi ben volentieri il rischio di passare per oppositori della Federtennis quando in realtà chi denuncia devianze e palesi imbrogli ha a cuore più di ogni altro il decoro, la pulizia, l’onore della Federazione che ci rappresenta. D’altronde la storia insegna che funziona così. Negli anni del suo incontrastato dominio ciclistico Lance Armstrong era divenuto molto di più di un corridore vincente. Era colui che stabiliva finanche chi avesse il diritto di vivere la fuga di giornata: chi era complice del “programma” poteva, chi soltanto lasciava intendere che dietro i grandi numeri della compagine statunitense ci fosse il dolo era destinato alla “scomunica” da parte del grande campione texano. Finchè un bel giorno Floyd Landis, ragazzo dai capelli rossi e dai grandi numeri che Lance aveva scelto quale supporto in corso e all’evenienza successore nelle classifiche generali dei grandi giri, cominciò a raccontare ciò che tutti, ma proprio tutti in gruppo sapevano.

Ma dopo il parallelo molto azzardato, per dimensione di atleti e introiti, torniamo ai nostri anti-eroi: uno detta regole e ordini dal chiuso della sua buvette, l’altro va in giro da buon “bravo” manzoniano per sbandierare meriti, poteri, facoltà divinatorie reali quasi quanto la santità del Ciappelletto caro a Boccaccio. Anche se di recente a prevalere da parte sua sono le minacce con le quali ha ufficialmente aperto le liste di proscrizione dei giudici arbitri…quelli che hanno deciso di rispolverare attributi e verità, in barba alle trastole, relazionando ai nostri cronisti fatti in realtà da tempo di pubblico dominio, sono stati perfino aspettati sotto casa.

Urge tuttavia ristabilire fatti e valori: chi collabora in nome della verità e del rispetto delle regole è GIUSTO! Chi tace dinanzi ai soprusi, agli imbrogli, alla mortificante falsificazione dello sport, per il beneficio delle proprie tasche, è SBAGLIATO! D’altronde le registrazioni audio che hanno raggiunto migliaia di utenti sulla pagina facebook di spaziotennis.it immaginiamo abbiano chiarito e non poco le idee di lettori e praticanti ancora dubbiosi.

Il passaggio è quanto mai necessario perchè si prova a far passare il nostro lavoro di inchiesta e denuncia come frutto di una presunta ostilità nei confronti del governo centrale della FIT. Nulla di più falso! Da orgogliosi tesserati FIT e professionisti della comunicazione riteniamo sia nostro preciso compito quello di collaborare affinchè il contesto evidentemente doloso in cui si muove lo zoppicante movimento campano venga smascherato (cosa ampiamente avvenuta) e sanzionato a dovere (cosa da tempo molto attesa).

In quanto alla classe arbitrale è d’obbligo la seconda precisazione: il nostro unico intento è quello di tutelarla. Lo sappia anche il FUR, la cui residenza nel Sannio ne impedisce probabilmente l’accurata conoscenza di fatti e personaggi. Si sarà tuttavia chiesto il signor Cervone come mai continuino a fioccare lettere di dimissione da parte di giudici (più o meno esperti, di nomina più o meno fresca) o perchè nessuno di quelli in organico gradisca la designazione laddove gravitano (in almeno il 70% dei casi e dei tornei) gli anti eroi. Che poi altro non sono se non coloro che a fine stagione si assicurano nel chiuso della buvette che i giudici amici/compiacenti siano contenti di nomine e ruoli ricoperti. In caso contrario, ad amicizia dimostrata, ecco pronte le promozioni e le nuove destinazioni. Chi sfida il “sistema” (era il “programma” nel ciclismo di Armstrong), raccontandone le devianze, finisce alla gogna: semplicemente perchè “amico di Silver Mele e nemico della Federtennis”.

E’ chiaro che non è così…Resteremo sempre fieri oppositori degli imbroglioni, dei falsari, di chi in nome dei propri interessi calpesta educazione, valori e sogni dei ragazzini. Di chi con arroganza, prepotenza, adesione naturale alla logica dolosa finisce per inculcare alle ignare, giovani leve i non valori di un mondo che le persone perbene dovrebbero osteggiare senza tregua. Ecco perchè abbiamo raccolto la richiesta d’aiuto di quegli arbitri onesti e non più disposti a tollerare violente ingerenze.

Eviti pertanto la classe arbitrale di applicarsi alla ricerca delle “voci denuncianti”: non sono loro a dover essere puniti bensì ci si attrezzi per prendere definitivamente le distanze da quella mala-associazione che continua ad infangare questo splendido sport in Campania. Meglio, molto meglio vivere pochi giorni da leone che cento da pecore…tanto la storia insegna, come nel caso di Armstrong a livelli decisamente più alti, che verità e dolo si combattono come i poli opposti si respingono e che la prima è destinata a prevalere, sempre.

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