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D2 MASCHILE: ECCOLA LA PRIMA, BELLISSIMA VOLTA DI PASTORANO

Gigi Mele, classe 1937 ed ex ciclista professionista tra i vari Anquetil, Gaul, Baldini, Van Loy, Balmamion, Taccone (per chi mastica poco di ciclismo è un pò come dire fare a pallate con Djokovic, Federer, Murray e giù di lì) di giri d’Italia ne ha corsi quattro, arrivando secondo con tanto di dolorosa smorfia in foto nell’ultima tappa di Milano nel ’64, era solito rispondere a quanti tra gli appassionati lo incalzavano: “Ho vinto una sola volta tra i pro ed è un’emozione unica. Non è solo il prestigio del traguardo: vincere è speciale, a qualsiasi livello e frutto di tanto cuore, oltre naturalmente al talento”.

ARRIVO MILANO

E’ una bella storia davvero quella del Tennis Club Pastorano, circolo affiliato alla FIT da 25 anni, gli stessi dell’impegno nel tennis del maestro Angelo Ricciardi. Un paese di 3mila abitanti, nella zona ubertosa a nord di Caserta e la domenica speciale di una finale per l’assegnazione del titolo regionale nella serie D2 maschile. Ospiti del Santa Maria della Carità già certi della promozione in D1 come tutte le prime otto del tabellone e guidati in panchina dal fortissimo Valerio Carrese: in campo per gli stabiesi il maestro Luigi Carrese (3.3), Simone Manzo (3.3), Michelangelo Gentile (3.4) e l’under 16 Giancarlo Cappuccio (3.5). Al seguito, oltre al bravo Vincenzo Vacchiano (3.5) un folto e simpatico gruppo di sostenitori in un pomeriggio di inizio settembre dalle temperature altissime. Ricciardi rispondeva con Silver Mele (2.8), Fausto Cavaliere (3.5), Umberto Falanga e Antonio Mele (entrambi 4.1) nel quartetto titolare, Antonio Tammaro, Gianluca Capaldi (entrambi 4.3) e Pasquale Grimaldi (4.4) a disposizione.

Partenza effettiva dei match alle 9.30, da giocare sull’unico campo in veloce del piccolo ma accogliente circolo casertano. A dirigere i giochi in maniera impeccabile il Giudice Arbitro Angelo Merola di Caserta. Silver Mele ha più gamba e partite giocate in stagione rispetto a Luigi Carrese, che in queste ore diventerà papà: augurissimi Luigi! In vantaggio e con una voglia matta di scaricare il braccio, la partenza del sorrentino Fausto Cavaliere è davvero travolgente: chiedere per averne conferma al forte 3.3 Simone Manzo, asfaltato sotto un parziale di 9-0 nei primi 50 minuti di gioco. Simone ha avuto l’immenso merito di rimanere attaccato con i denti alla partita, perchè ancora troppi oggi dimenticano che questo è lo sport del diavolo. Cavaliere fa i conti con il calo graduale della lucidità e del numero dei vincenti, Manzo lavora al corpo con assiduità e precisione un avversario tenace, mai domo, fiero. La spunta tra gli applausi Manzo per 6/4 al terzo set e in situazione di ristabilita parità, nel momento più caldo di giornata, attorno alle 14  scendono in campo Umberto Falanga e Michelangelo Gentile. Over coriacei ma approccio molto contratto da parte di entrambi: poco spazio concesso alle belle giocate e tanto agonismo, sempre correttissimo. Falanga la spunta con lo score di 6/4 6/2 e allora Pastorano affida il suo match point a Toni Mele, opposto all’under 16 stabiese Giancarlo Cappuccio. Inizio deciso di Mele come il parziale di 4-1 per il tennista di casa. Luigi Carrese dalla panchina si adopera con i consigli affinchè Cappuccio cerchi di meno la giocata risolutiva e di più la regolarità. In effetti, complice un improvviso black out di Mele, il punteggio torna in parità all’ottavo game. Ci si aspetta l’ennesima battaglia di giornata, con il rischio concreto del doppio decisivo e invece Mele cambia marcia e legittima nel finale con belle giocate il 6/4 6/1 che rende campioni quelli del Pastorano.

Chiusura con tanti abbracci, tra vincitori e vinti (per i ragazzi di Carrese si tratta della seconda finale consecutiva persa. Lo scorso anno fu drammatica per le coronarie quella in D3 al Tennis Junior 24) e classico champagne scelto da Ricciardi, per brindare tra i sorrisi alla più bella ed inattesa vittoria.

E bravi i ragazzi di Pastorano…

 

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