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COPPA DELLE PROVINCE, NAPOLI: PASTICCIO ALLA “GENOVESE”

Il nostro blog, aperto all’interazione e alle voci di chiunque voglia farsi sentire in maniera costruttiva e scevra da condizionamenti, ha il grosso privilegio di poter scambiare opinioni con il maestro Angelo Chiaiese, storico volto del TC Napoli e responsabile del settore tecnico nel complesso quadro della FIT Campania. Il via ufficiale agli incontri della Coppa delle Province ci porta ad abusare della pazienza e della disponibilità dimostrataci dal maestro Chiaiese. Partiamo da un concetto più volte espresso in altre circostanze: la gestione di un settore tecnico è cosa complessa, si veda cosa è accaduto nel calcio, laddove le scelte del povero Ventura hanno mortificato le ambizioni pallonare italiche. Lì si parla tuttavia di professionisti, lautamente ricompensati con denaro e fama: una mancata convocazione può insomma esser assorbita, seppur con amarezza.

Le segnalazioni ricevute nei giorni scorsi ci hanno indotto a qualche riflessione sulle convocazioni firmate dai maestri Turco e Liguoro a proposito dei maschietti under 12. Tra i 2007 è sorprendente che non ci sia Francesco Genovese, allenato dal Tecnico Nazionale Luigi Esposito sui campi dell’Atheneo, e protagonista di un percorso quasi netto, fatto di vittorie e titoli nel 2017 e in questo primo scorcio della nuova stagione agonistica. Senza voler togliere nulla al caprese Staiano e al tandem dell’Accademia di Agnano De Martino/De Cristofaro probabilmente il povero Genovese (regolarmente invitato ai raduni ufficiali…) avrebbe meritato altra considerazione. E’ quello che con insistenza e frustrazione si chiede il ragazzino, temutissimo e rispettato da coloro che lo hanno scalzato nella rappresentativa, è l’interrogativo che rimbalza (ovviamente senza risposta alcuna) dalle parti del Comitato regionale.

Per questo approfittiamo dell’amichevole disponibilità del maestro Chiaiese, responsabile del settore tecnico, per capirne di più:

  1. Quali sono i criteri per le convocazioni nelle rappresentative giovanili?
  2. Incidono più i meriti e le vittorie del singolo o le logiche legate all’influenza dei circoli di appartenenza?
  3. Cosa spinge maestri/educatori ad ignorare le indicazioni del campo e dei raduni per stravolgere poi le gerarchie?

E pensare che un anno fa, soltanto per aver pubblicato una foto piuttosto che un’altra (quella della finalista del Macroarea e non della vincitrice, che non avevamo…ah, entrambe dello stesso, solito sodalizio) il Signore dei Tranelli tuonava: “Sembra che vincere sia un delitto…”.

Mah, per la serie: non disturbate le nostre scelte, assecondatele e basta…

Purtroppo per lui siamo ancora in democrazia. Intanto chiediamo ai lettori cosa pensano della tabella inerente il rendimento del piccolo Genovese e attendiamo fiduciosi la risposta del responsabile del settore tecnico, che già nelle scorse settimane aveva dimostrato sensibilità e disponibilità al dialogo. In nome esclusivamente della trasparenza e del bene dei nostri ragazzi: ma anche per fornire ai ragazzi, ai genitori che fanno mille sacrifici, ai maestri, ai dirigenti di circolo dei parametri di riferimento certi.

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