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COPPA DELLE PROVINCE: TRA AREZZO E PRATO FINISCE IN RISSA TRA I GENITORI

Siamo a raccontarvi un episodio assolutamente vergognoso avvenuto Domenica scorsa in Coppa delle Province nel match tra le rappresentative di Arezzo e Prato. I primi incontri si sono svolti in maniera molto equilibrata e, durante una partita tra due bambini, un genitore è intervenuto dagli spalti per chiamare una palla giudicata da lui stesso fuori ma non segnalata dai due piccoli giocatori: ne è scaturita una rissa, che prima ha coinvolto un genitore della parte avversaria e poi altre persone. La situazione è degenerata in rissa fisica e sono volati schiaffi e spintoni tra diversi genitori. I capitani e il giudice arbitro hanno tentato di pacificare gli animi e di riportare il clima alla normalità, ma nonostante il loro intervento ciò è stato impossibile: la partita così è stata sospesa con il risultato ancora da definire e, notizia di oggi, a seguito del referto del Giudice Arbitro il Giudice Sportivo ha squalificato dalla manifestazione entrambe le squadre. Per la cronaca le due rappresentative avevano già passato il turno dunque, a rendere ancora più grottesca la vicenda, la sfida valeva poco più di un’amichevole. In tutto questo i testimoni parlano di bambini terrorizzati, in lacrime, disperati.

Diventa difficile, e allo stesso tempo troppo semplice cadere nella retorica di fronte ad episodi del genere. Ma per quanto mi riguarda, il tennis toscano giovanile ne esce distrutto da questa squallida vicenda. Personalmente mi è capitato di assistere, come accompagnatore, ad alcune partite di Coppa delle Province e, sebbene non abbia mai assistito ad episodi del genere, non mi piaceva il clima esistente: un clima di eccessiva esasperazione da parte di alcuni genitori, fatto di esultanze smodate sugli errori avversari e pressioni nei confronti dei propri figli, che evidentemente pensano di avere a che fare con dei futuri campioncini, ma si dimenticano che si tratta di piccoli uomini e piccole donne di 10, 11, 12 anni. Per fortuna solo alcuni genitori sono così, ma il problema esiste e alla luce di quanto avvenuto, leggendo anche i vostri commenti delle scorse settimane, ignorarlo oppure minimizzarlo non è giusto.

 Quello che fa più male di tutta l’ignobile vicenda dell’incontro tra Arezzo e Prato non è nè la rissa nè la squalifica, ma la disperazione negli occhi di bambini di 10 anni, costretti a smettere di giocare per colpa di alcuni stupidissimi genitori. Che insegnamento avranno ricevuto da quanto accaduto? Con quali valori pretendiamo che possano diventare giocatori, e ancor prima, persone sane? Personalmente scrivendo queste righe sono allibito, e auspico che di fronte a fatti talmente gravi possano essere presi provvedimenti seri, come il DASPO dai campi da tennis, vita natural durante, per queste persone.

 

FONTE: (GRANTENNISTOSCANA.IT-ALESSIO LAGANÀ)

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