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CONDANNE PER RACCUGLIA E ZICCARDI: PER IL TRIBUNALE DI NAPOLI CI FU APPROPRIAZIONE INDEBITA AI DANNI DELLA FIT

La vicenda sportiva era terminata nel 2013 con il successo della FIT. Solo dopo ha avuto spazio e sviluppi il procedimento della giustizia ordinaria. A fine 2011 l’attenzione nazionale era stata destata dalla vicenda dello scioglimento del Comitato FIT della Campania presieduto da Michele Raccuglia. La FIT aveva scoperto un ammanco di quasi 100mila euro, riconducibile (almeno in termini di responsabilità oggettiva) al presidente del Comitato. Dopo che gli organi di giustizia endofederali si erano dichiarati non competenti, la faccenda finì al TNAS, il quale diede ragione alla FIT e alla decisione di sciogliere il comitato e affidarlo a due commissari. Successivamente la FIT presentò una denuncia alla Procura della Repubblica di Napoli: da lì i rinvii a giudizio di Michele Raccuglia e Antonio Ziccardi con l’accusa di appropriazione indebita. Secondo la Procura sarebbe stato aperto, senza autorizzazione alcuna, un conto corrente su cui finivano almeno una parte dei soldi che avrebbero dovuto invece pervenire alla Federazione, per una cifra complessiva di poco superiore ai 92mila euro.

Ebbene nello scorso mese di giugno il Tribunale penale di Napoli ha giudicato Michele Raccuglia e Antonio Ziccardi colpevoli del reato di appropriazione indebita aggravata dall’abuso di relazioni d’ufficio ai sensi degli articoli 646 c.p. e 61, n. 11 c.p., ai danni della Federazione Italiana Tennis. Raccuglia, ex presidente del Comitato Regionale campano della Fit, è stato condannato in primo grado a 1 anno e 8 mesi di reclusione. Le parti in causa hanno preannunciato ricorso per una storia interminabile che si protrae, tra giudizio sportivo e quello ordinario, da ben otto anni.

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