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CANNAVACCIUOLO E LA CONTINUITA’ CON IL MAESTRO SBRESCIA: “ECCO COME COLTIVARE LA QUALITA’ DEI TENNISTI CAMPANI…”

Federico Iannaccone è il forte ragazzo molisano che è riuscito a spingersi fino agli ottavi di finale degli Australian Open Juniores, mancando per un soffio lo storico approdo ai quarti. Iannaccone vive, studia lingue e lavora intensamente a Tirrenia, guidato dal Tecnico Nazionale Antonio Cannavacciuolo.

Buon sangue non mente. Cannavacciuolo, campano di Pompei, il tennis giocato lo ha imparato alla corte del maestrone Alberto Sbrescia: colpi potenti e incalzanti da agonista, una classifica nazionale B2 raggiunta attorno ai 25 anni grazie ad una serie di risultati importanti ottenuti nella sua piena maturità. Quindi la professione, con la via dell’insegnamento perseguita con dedizione assoluta. Prima maestro, quindi tecnico nazionale fino agli incarichi federali che tuttora lo vedono protagonista al centro tecnico di Tirrenia.

Cannavacciuolo ha risposto alle nostre domande, confermando stile e disponibilità che senz’altro lo accompagneranno nelle tappe di una carriera in costante crescita.

Caro Antonio, complimenti intanto per i risultati di Iannaccone. Ci racconti dell’esperienza australiana?

E’ stata una grossa opportunità di crescita. Il ragazzo ha giocato un ottimo tennis, mancando per un soffio i quarti, dopo aver vinto il primo set negli ottavi contro l’avversario francese. Assistere agli allenamenti di tutti i più grandi campioni del circuito maggiore e confrontarci con altre scuole è un privilegio che auguro a tutti gli appassionati di questo sport di poter vivere.

Sono ormai diversi anni che sei lontano dalla Campania. Cosa rispondi a quanti, tra atleti e maestri, sostengono la necessità di andar via dalla nostra regione per cercare strade più consone alla crescita?

Mah, in effetti questo è stato anche il mio caso professionale. E’ purtroppo vero che in Campania non ci sono strutture all’altezza e staff tali da poter accompagnare concretamente quanti aspirano al professionismo. Eppure, pensando ai vari Di Nocera, Perin, Sacco si può affermare che la qualità e il talento che propongono le nostre terre sono di prima fascia. L’unica cosa da fare è insistere con il lavoro e vincere quell’indolenza che nella grande maggioranza dei casi è propria del movimento italico. Vera, sostanziale differenza rispetto a quanto avviene all’estero.

Il futuro di Antonio Cannavacciuolo? 

Continuare su questa strada, con umiltà e impegno massimi. E naturalmente la speranza di poter presto accompagnare anche un tennista campano in giro per il mondo.

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