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CALVANO NON SI FERMA PIU’…VITTORIA DAL SAPORE INTERNAZIONALE IN TERRA DI PUGLIA

Il successo non viene solo con la vittoria, ma talvolta anche già col voler vincere. L’adagio di Friedrich Nietzsche fa al caso del nostro articolo. Un cuore grande così e una voglia matta di rimettersi in gioco, senza paura di incontrare la palla e dover correre fino a quando le gambe fanno male. Alla soglia dei vent’anni Giovanni Calvano, campano di…Gianola e figlio del Tecnico Nazionale Danilo, ha dovuto reinventarsi e ci sta riuscendo alla corte di Potito Starace, l’ex campione di Cervinara che si è messo a curare gli agonisti nella sua accademia romana. Aveva vinto praticamente tutto a livello giovanile il forte Giovanni, prima di inabissarsi un paio d’anni fa in una crisi di risultati e in un appannamento delle proprie convinzioni che ne avevano fatto perdere il sorriso. Nel momento più difficile per un agonista d’alto livello fu il papà Danilo a capire che per il figliolo c’era bisogno innanzitutto di recuperare la serenità e il rapporto con la familiarità del tennis. Il lavoro ripartì così da Gianola, dai campi curatissimi di famiglia, laddove Giovanni non ebbe problemi a scendere finanche di livello per cercare l’intensità con il più giovane fratello Cristian che intanto cresceva per metter piede in seconda categoria. Il tempo è passato e Giovanni Calvano è riuscito con il sacrificio e la tenacia a riacquistare il sorriso, affilando quei denti che oggi ne fanno uno dei giocatori più ostici d’Italia a livello Open. Pochi giorni fa al Matchball Club di Leporano, in provincia di Taranto, Giovanni Calvano ha trionfato in un Open con oltre 100 iscritti. Sulla sua strada in semifinale si era trovato Francisco Nicastro Bahamonde, argentino di Mendoza. Anzi, il più giovane argentino della storia ad aver conquistato, il 25 ottobre del 2011, un punto ATP alla tenera età di 14 anni e 11 mesi. Oggi Bahamonde, Panchito per gli appassionati, ha 22 anni e classifica equiparata 2.2 in Italia: studia amministrazione d’impresa nella sua città e si diverte con il tennis, senza rinunciare ovviamente a carica e mordente. La semifinale con Giovanni Calvano è stata anche questo, storia di vecchie aspirazioni, di sogni mai nascosti di poter sfondare nel professionismo. Ebbene Giovanni ha combattuto come un leone, per imporsi in tre tiratissimi set. Il giorno dopo gliene sono invece bastati due per aver la meglio del 2.3 Gabriele Noce, accreditato della seconda testa di serie, e completare il percorso straordinario della settimana pugliese. L’annata parla già per Calvano ma di strada da fare ce n’è ancora tantissima. E Giovanni non ha nessuna paura di percorrerla. 

Da segnalare inoltre per i colori campani l’ottima semifinale raggiunta dal 2.5 beneventano Francesco Liucci, superato solo dopo una intensa battaglia da Noce.

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