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BRUNO MARRA CELEBRA FEDERER: “GOD SAVE THE KING”

Bruno Marra è un collega straordinario: penna sopraffina, sensibilità forse unica nel panorama attuale del giornalismo sportivo napoletano. E’ il poeta che racconta per l’ufficio stampa della SSC Napoli le prestazioni degli azzurri e che nel libro BruNapoli ha tratteggiato con incredibile efficacia Napoli e la napoletanità.

Ecco come questa mattina l’amico Bruno ha dipinto su fb Roger Federer, il più grande tennista di tutti i tempi, celebrandone di fatto il 36esimo compleanno:

“Venti anni fa il suo nome accarezzò per la prima volta l’erba della Regina come un soffio di vento sulle ali di Rufus, il Falco addestrato per scacciare i piccioni ogni santissima mattina di luglio in cui Wimbledon si veste di bianco. La storiella giunse anche sugli Obelischi del “Centre Court” e raccontava di un giovane di 16 anni che arrivava dalla Svizzera e che stava trasformando il Torneo Juniores in un Master. L’ardire e il coraggio del vaticinio se li prese “Super Brat”, John McEnroe che da poco aveva smesso di essere un moccioso dietro al suo rovescio d’anticipo. “Io ho vinto 3 volte Wimbledon, ma vorrei giocare come questo ragazzino”. Il ragazzino, invece, sognava semplicemente di giocare come il suo idolo: Pete Sampras. Finchè, nel 2001, addirittura se lo ritrovò contro sul Campo Centrale. Agli ottavi di finale. Per 5 fantastici e lunghissimi set. “Mister Federer leads…”. Neppure l’arbitro si rese conto in quel momento quale nome stesse pronunciando. Roger eliminò il numero 1 al Mondo fermando “Pistol Pete” sulla strada dell’ottavo trionfo. E mentre chiuse il match in ginocchio, il pubblico cominciò ad odiarlo, perché aveva interrotto il Mito dinanzi all’impresa del Secolo. Il debito con il Regno Unito lo ha cancellato 16 anni dopo. Il mese scorso, il 16 luglio. Quando il Tennis ha riconosciuto in eterno il suo più alto Monumento. Dove non è arrivato Sampras, ci è arrivato lui: 8 volte campione a Wimbledon. Quello che un tempo era il prato della Regina, sarà per sempre il giardino del Re. Oggi Federer compie 36 anni, solo per quella algida insolenza del tempo che non ha alcuna indulgenza neppure dinanzi alla Leggenda. Ci ha dato l’onore e la gioia di una storia immensa. Ma il giorno che smetterà di giocare, si riprenderà l’emozione che nessun altro come Lui ci potrà restituire. Mister Federer leads…God save the King”. 

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