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BOTTAZZI IN ESCLUSIVA: “IL RITIRO DI RAFA HA SBILANCIATO IL TORNEO. NEXGEN? FAVOREVOLE ALLA SPERIMENTAZIONE”

La redazione di Spaziotennis.it ha intervista in esclusiva Luca Bottazzi, ex giocatore professionista di tennis, oggi studioso, autore di libri sul gioco del tennis e telecronista su Sky Italia ed Eurosport. Ecco l’intervista:

Sull’infortunio di Rafa ed il ritiro dal torneo: “Non mi aspettavo che si ritirasse dal torneo, che le condizioni dello spagnolo fossero precarie era noto ma non a tal punto da ritirarsi. A questo punto era meglio che non si presentava a Londra, un professionista serio come lui se si presenta al torneo lo fa perchè pensa di poter andare avanti, probabilmente stavolta si è fatto trascinare dalla voglia di provare e ha sottovalutato l’entità del suo infortunio. A questo punto il girone è molle rispetto all’altro, il suo ritiro ha sbilanciato il torneo, come il ritiro di Murray agli US Open.”

Chi passa i gironi? “Da una parte Federer e Zverev, se lo svizzero non ha problemi fisici non avrà problemi a vincere il torneo. Nell’altro girone penso che passino Dimitrov e Goffin, Thiem gioca dal parcheggio come Gasquet, braccio inutile”

Parliamo delle Nexgen di Milano, lei è favorevole alle regole che sono state sperimentate? “Innanzitutto chiamarlo Nexgen mi sembra un po forzato, i giocatori scesi in campo sono comunque giocatori noti. Detto ciò non sono mai precluso alle sperimentazioni, non dimentichiamoci che il tie-break negli anni settanta veniva visto come un’eresia. Diciamo che i set da 4 game con il 3 su 5 non sono stati male, la tecnologia al posto dei giudici di linea è addirittura meglio, è un miglioramento certo perchè il margine di errore è ridotto a zero considerando che il falco non sbaglia. I set da 4 non sono un miglioramento certo ma se ne può discutere in qualche torneo. Anche il timer dei 20 secondi tra un punto e l’altro sono un miglioramento certo, forse sarebbe meglio aumentare a 30 secondi in modo tale da alternare il meccanismo anaerobico ed aerobico alternato, con 20 secondi mandi in ipossia gli atleti. Ma è comunque giusto mettere un timer in modo tale che tutti poi si adeguano a servire entro il tempo stabilito. Il punto secco nel game è una stupidaggine, perchè fa evaporare una caratteristica del gioco, quante palle break hai salvato etc etc. Il net sul servizio? Quello è veramente penoso, il tennis non è la pallavolo! Coaghing a fine set? Ha dimostrato il livello dei coach, era meglio non sentirli. Introdurlo nel circuito maggiore? Assolutamente no! Il tennis è definito dagli esperti come un gioco rapido, preciso, in condizioni variabili ma sopratutto individuale, tu sei solo in mezzo al campo e la bravura sta anche nel non farsi travolgere dai pensieri negativi e restare concentrati, devi fare i tuoi errori di valutazione che possono costarti anche la partita. Poi questi coach più che aiuto fanno solo danni perchè sono lontani anni luce rispetto a quelli del passato. Per esempio da Kramer a Segura, da Palafox a Fox”

Un confronto tra il tennis di adesso e quello di prima: “Quest’anno c’è stato un momento della stagione dove il 51% dei giocatori nei primi 100 era over 30. Non sto parlando di Federer e Nadal ovviamente, che addirittura dominano più che mai rispetto a prima, Rafa ha vinto parigi nel modo più facile in carriera, senza perdere nemmeno un set, stesso discorso per Roger a Wimbledon. È normale tutto questo? Non si mettono in discussione le doti di questi campioni immensi, ma il livello del tennis è calato. Trovo assurdo però che ci siano giocatori che sembrano inesistenti e poi da 30 a 36 anni fanno il boom della loro carriera. Vuol dire che da 20 e 30 anni vanno in giro per il tour ad imparare il mestiere, ma qualcuno non può insegnarglielo prima? Al giorno d’oggi puoi permetterti di rimanere fino a 30 anni fuori dai 100, si guadagna anche con le qualificazioni. Ai miei tempi era impossibile, io mi ritirai a 23 anni quando ero 120 del mondo, prima se non entravi nei primi 50 entro uno o due anni eri costretto a smettere. Al giorno d’oggi la gente non riesce a capire cosa sia la qualità nello sport, e lo abbiamo visto ieri con l’Italia. Sento spesso parlare dei numeri, ma se contassero i numeri come fai a perdere con la Svezia? Che ha un organico decisamente inferiore al tuo e che non ha la storia calcistica che abbiamo noi. Dispiace per gli azzurri ma fino ad un certo punto, sono atleti straviziati e strapagati rispetto ad altri. Per esempio Paolo Lorenzi si fa il mazzo per guadagnare 500.000 euro ed è il 40esimo giocatore del mondo, Immobile è il 40esimo giocatore del mondo per guadagnare 7-8 milioni di euro? Non mi interessa che il calcio ha altri numeri, conta la qualità. C’è gente che spesso mi viene a dire “Bottazzi ma come ti permetti di dire certe cose? Hai vinto Wimbledon per caso?” Ma perchè per parlare di papi bisogna essere stato papa? Mi sembra che ne parlino critici d’Arte e il personale di cultura, che non sono stati ne papa ne preti. Io ho avuto la fortuna di giocare a Wimbledon contro grandi campioni, io sono stato 120 del mondo e ho battuto 7-8 giocatori che poi sono entrati nei primi 10. Adesso mi chiedo come sia possibile che ci sono giocatori nei primi 60 del mondo che non hanno mai battuto quelli che stanno nei primi 10″

Cosa ci aspettiamo nel 2018? Nadal e Federer continueranno a dominare? Subentrerà anche Djokovic? “Federer rispetto ad altri è sportivamente un anziano anche se la sua bravura lo rende ancora oggi fuori portata.E temo per gli altri che rimanga tale per altro tempo, salute e motivazioni permettendo. Gioca poi si ferma due settimane e poi riprende e inizierà a fare così anche Nadal, non possono reggere tutta la stagione. Djokovic farà fatica a riprendersi ma si riprenderà, non sarà più il cannibale di prima ma tornerà competitivo. Murray farà più fatica, Zverev diventerà più continuo e darà fastidio, speriamo ne venga fuori qualcun altro.”

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