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ALLA SCOPERTA DI ALESSIA TRIPALDELLI

Abbiamo intervistato Alessia Tripaldelli, giovane tennnista casertana di classifica 2.6 che si è messa in mostra in regione negli ultimi anni grazie ad una crescita rapida e costante.

ST: Come e quando ti sei avvicinata al tennis?

AT: Ho iniziato a giocare a tennis a 12 anni al TC Ercole col maestro Pietro Martellotta.
Quando ero più piccola, mio padre, che pratica questa attività fin da ragazzo, ha cercato di farmi avvicinare al tennis, ma nonostante io abbia fatto moltissimi sport, questo in particolare non mi aveva mai attratta.
Tuttavia un’estate andai in vacanza in un hotel dove c’erano anche 4 campi da tennis in terra rossa e, puramente per caso, provai a giocare con lui. Da quel momento decisi che da settembre avrei iniziato ad allenarmi; ovviamente non avevo particolari obiettivi, ma il più importante era, come è ancora adesso, quello di divertirmi.

ST: Per chi non ti conosce o non ti ha mai visto giocare che tipo di giocatrice sei?

AT: Se dovessi descrivermi direi che il mio gioco è sempre stato quello di contrattaccante da fondo.
Tuttavia, soprattutto nell’ultimo periodo, grazie ai miei coach del TC Caserta, e in particolare ad Antonio Tricarico che mi sta seguendo davvero in ogni momento, sto cercando di essere sempre più propositiva e non finalizzare il mio gioco solo ad una ricerca passiva del punto, bensì sto preferendo prendere maggiormente l’iniziativa.

ST: Come stai passando questo periodo difficile? La tua giornata tipo come si struttura e come ti stai tenendo in forma? Per fortuna dal 4 maggio gli atleti di Prima e Seconda Categoria hanno avuto il via libera per riprendere gli allenamenti.

AT: Sicuramente stiamo vivendo tutti un periodo difficile, ognuno lo affronta in modo diverso, ma io sto cercando sempre di tenermi impegnata.
Generalmente la mattina seguo le lezioni online e poi dopo pranzo mi alleno sia fisicamente che a livello tennistico. Credo che mi odieranno in molti per questo, ma fortunatamente in questo periodo mi sono potuta allenare perché ho un campo da tennis privato, quindi l’ho sfruttato il più possibile giocando con mio padre.
Per fortuna da poco ci hanno comunicato che i giocatori di prima e seconda categoria potranno riprendere gli allenamenti, infatti abbiamo già fatto i prescritti esami diagnostici per poter ripartire il prima possibile. In ogni caso la cosa più bella sarà non solo l’allenamento in sè, ma soprattutto il rivedere il proprio gruppo e il poter ricominciare a condividere i pomeriggi insieme.

ST: Abbiamo spesso come ospite a Tennis Review o in dirette Instagram Claudio Pistolesi, ci ha parlato di te e del fatto che hai svolto un periodo di allenamento nella sua struttura, che esperienza è stata?

AT: L’estate scorsa sono stata in Florida, precisamente a Miami e a Jacksonville, dove ho avuto l’opportunità di allenarmi nella High School gestita sotto il piano tennistico da Claudio Pistolesi.
Penso sia stata una delle esperienze più belle della mia vita, il mio intento era infatti quello di tornare quest’estate ma purtroppo, data la situazione attuale, non so se sarà possibile.
Ho avuto l’opportunità di passare del tempo con ragazzi provenienti da tutto il mondo e di conoscere il maestro Claudio, che mi ha permesso di entrare in contatto con l’ambiente dei college americani.
Ci allenavamo ogni giorno mattina e pomeriggio e facevamo atletica nella pista del campo di football americano. Abbiamo avuto la possibilità di visitare anche alcuni college e approcciare per la prima volta con quella realtà, che spero sarà il mio futuro.
Ho partecipato anche ad un torneo UTR a Gainesville, nell’Università dei Gators.
È stata un’esperienza stupenda non solo per l’ambiente estremamente stimolante, ma soprattutto perché siamo partiti in gruppo, tutti insieme, e lo siamo stati durante tutto il torneo, incitandoci e facendoci forza; e ritengo che questo sia uno degli aspetti particolari del tennis in America, concepito quasi più come sport di squadra che individuale.
Faceva caldissimo e sono state giornate intense, anche perché i tornei si disputano solo su tre giorni, ma la stanchezza era l’ultima cosa a cui pensare, perché bastava guardarsi attorno per dimenticare di essere esausti.

ST: In Italia è molto complesso già dalle scuole Superiori portare avanti un impegno sportivo di tipo agonistico e allo stesso tempo avere ottimi voti, come gestisci la cosa? Pensi di andare al college negli Stati Uniti vista la bella esperienza fatta in Florida?

AT: Questa domanda mi tocca particolarmente perché frequento il quarto anno di Liceo Scientifico e non ho quasi mai avuto agevolazioni per lo sport, tranne in poche occasioni.
Sono una ragazza molto curiosa, forse troppo, per questo mi piace imparare, e ammetto che è stato sempre un mio obiettivo e una mia priorità andare bene a scuola, non solo per soddisfazione personale, ma anche in generale per la mia carriera futura.
Sono un po’ una perfezionista, mi sono sempre imposta di dover dare il massimo sia nello sport che a scuola e ammetto che ci sono stati momenti in cui ho sentito di non poter fare bene entrambe le cose, proprio a causa della mancanza di tempo materiale.
La difficoltà di conciliare impegni sportivi con quelli scolastici infatti, soprattutto nell’ultimo anno, mi ha penalizzata sotto l’aspetto agonistico, in quanto posso, salvo rare eccezioni, partecipare a tornei prevalentemente nel periodo estivo. Tuttavia, piano piano sto imparando a gestire meglio il mio tempo e ad organizzarmi in modo da non impazzire e arrivare a studiare addirittura tutta la notte.
Per quanto riguarda invece il futuro, la mia intenzione sarebbe quella di andare a studiare in America in un college, semplicemente perché lì potrei portare avanti sia la passione per il tennis, sia gli studi.
Ovviamente ora frequento ancora il quarto liceo, quindi non so dove andrò e se effettivamente lo farò, ma la mia più grande aspirazione sarebbe riuscire ad entrare in un college per potermi realizzare in entrambe le mie priorità.

ST: Qual’è il tuo obiettivo/sogno tennistico?

AT: Il mio obiettivo tennistico attualmente è di continuare a migliorare dal punto di vista atletico, tattico e tecnico e non nascondo che il mio sogno e la mia ambizione è quella di riuscire a competere a livello professionistico ed avere punti WTA.

ST: Chi è il tuo/la tua tennista preferito/a?

AT: Il mio tennista preferito è sempre stato Simone Bolelli, che ho avuto modo di conoscere personalmente in occasione di un torneo Challenger a San Marino qualche anno fa e che mi ha colpito per la sua semplicità in quanto ebbe il pensiero di inviarmi gli auguri di compleanno tramite un video su Whatsapp.
Questo aspetto, oltre a quello puramente tennistico del suo gioco di servizio e diritto, mi ha fatto diventare una sua fan.
Nel tennis femminile,invece, non ho particolari preferenze, se non quella verso Madison Keys, con cui ho una spiccata somiglianza fisica al punto che in alcune occasioni scherzosamente mi hanno addirittura scambiata per lei.

ST: Dai molta attenzione al materiale: racchette, corde, scarpe ecc. con cui ti alleni per cercare di ottenere prestazioni migliori?

AT: Sono molto legata alla mia racchetta Wilson Pro Staff 97L, da cui tanti e in più occasioni hanno tentato, senza successo, di allontanarmi. Per quanto riguarda le corde, il tipo di grip, sono molto attenta anche in quel caso nelle scelte. Quindi credo che la selezione degli attrezzi più adatti al proprio gioco sia fondamentale per poter rendere al massimo.

ST: Cosa pensi ti abbia insegnato il tennis di utile che riesci ad applicare anche nella vita di tutti i giorni?

AT: Sembrerà banale ma il tennis nella vita sicuramente mi ha insegnato che non bisogna mollare e che i risultati si raggiungono solo con i sacrifici.

ST: Qual’è il momento più bello che hai passato su un campo da tennis?

AT: A prescindere dal valore del torneo, ricordo con piacere l’esperienza fatta al Foro Italico in occasione del Master Kinder quando ero ancora piccola.
È un ricordo che ha consolidato la mia passione soprattutto perché ho incontrato per la prima volta delle giocatrici straniere, ho avuto l’occasione di giocare sui campi dove si svolge il torneo più importante d’Italia e il successo mi ha motivata molto perché per la prima volta sono stata intervistata dai giornalisti e premiata da una tennista famosa come Rita Grande.

ST: Grazie Alessia per questa piacevole chiacchierata e speriamo di rivederti presto in campo!

AT: Grazie a voi, a presto!

Antonio Iannone

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